L’amico Antonino Stinà, del quale di seguito allego l’appello per raccogliere adesioni
pro referendum elettorali, sta facendo da tempo assieme ad altri amici una campagna politica verso il
Partito Democratico in provincia di Venezia, per stimolare la partecipazione attiva della società civile e per riportare al centro delle decisioni politiche il cittadino.
Vorrei, come premessa, sottolineare di essere anch’io – e non da oggi - un convinto sostenitore del futuro Partito Democratico: da tempo avverto la necessità che nasca al più presto e che - come da programma del governo Prodi, peraltro - sia altresì necessario provvedere alle necessarie riforme costituzionali ed elettorali, per uscire dall’attuale impasse.
Resto tuttavia altrettanto convinto che la panacea di tutti i mali non può essere il ricorso a consultazioni per ogni questione su cui vi sia uno stallo; del resto, anche per quanto riguarda le Primarie, abbiamo visto recentemente a Mira e Chioggia i limiti intrinseci a un tale strumento, seppur impiegato in maniera anomala.
Più ampiamente anche per quanto riguarda la riforma del sistema elettorale la mia esperienza non mi fa pensare a modelli alternativi miracolosi: certo l’attuale ha dimostrato tutti i suoi limiti e storture, ma ricordo che, anche in passato, nonostante le preferenze, vi erano politici locali super votati che poi non prendevano mai la parola in Parlamento - e così ai vari livelli, sino alle realtà comunali. Non basta il ritorno allo status quo, insomma, cancellando il “Porcellum” di Calderoli.
Tornando al nostro ambito mirese, spesso mi chiedo se, sul piano elettorale, un politico che ha ben lavorato per l’intera cittadinanza senza curarsi di clientelismi in favore dei propri interessi particolari è giusto che rischi di essere penalizzato da un voto di preferenza magari attribuito, come “scambio”, ad un collega che magari, nello stesso tempo, ha lavorato solamente in favore dei propri sostenitori…
Credo – tutto sommato - che la necessaria compensazione a questi personalismi possa essere tuttora fornita (anche se non so ancora per quanto…) proprio dalle strutture partitiche radicate sul territorio, se riescono a valutare autonomamente le proprie risorse e a ragionare in termini di buon governo.
Concluderei con un aneddoto: il ministro Gentiloni ha detto, intervenendo l’altro giorno a Mira (vi invito a dare un’occhiata
al suo blog, che, tra l’altro, ha un intervento in proposito, “Diario di campagna” ), che il 10% degli elettori decide cosa e chi votare direttamente in cabina…
Sembrerebbe un’enormità, ma se tali sono le dinamiche degli incerti speriamo almeno che in quel frangente si ricordino di aver visto qualche bello spettacolo in teatro, qualche manifestazione culturale ben riuscita, o – perché no? - di aver passato qualche piacevole momento in una delle due biblioteche che ci sono invidiate da tanti comuni vicini, e, magari, agiscano di conseguenza… J
Ciao a tutti.
Con molti amici in questi due anni abbiamo intrapreso alcune azioni per cercare di innovare la politica. La battaglia, non riuscita, per le primarie per la scelta del sindaco di Venezia, la campagna per le primarie per la scelta del candidato leader del centro sinistra, e altre.
In questi giorni è in corso la raccolta delle firme per la promozione del referendum elettorale, per superare la legge porcellum. E’un referendum avversato da tutte le forze politiche che si sentono espropriate di un loro diritto assoluto: decidere il meccanismo di selezione della classe politica del nostro Paese.
Per questo è necessario il contributo di tutti coloro che vogliono una nuova stagione per la politica italiana.
Nelle prime due settimane con pochissimi mezzi abbiamo già raccolto oltre 2000 firme in provincia. I cittadini firmano molto volentieri, un po’increduli per la verità, convinti che il Parlamento abbia già modificato la legge.
Per raccogliere le firme servono persone di buona volontà che dedicano qualche ora del proprio tempo a stare ai banchetti e ad incontrare persone (la cosa è molto interessante, dal punto di vista socio-antropologico).
Più banchetti facciamo più firme raccogliamo. Per fare più banchetti servono teste, cuori e braccia.
Se qualcuno avesse voglia di dare una mano, risponda a questo messaggio. Come una bottiglia in mezzo all’oceano.
Grazie.
A presto
Antonino Stinà