Archive for maggio, 2007

Che dire, amici, all’indomani del risultato delle urne, in questo primo turno così travagliato, soprattutto per il centrosinistra? Non mi sembra ancora il momento di abbozzare analisi politiche o altre considerazioni, in questo “giorno dopo” che farà riflettere molti: mi basta farvi sapere che è per me motivo di grande soddisfazione aver ottenuto una tangibile dimostrazione di consenso – e perché no?- affetto, da parte di molti concittadini, anzi, meglio, persone… Mi sembra pertanto da parte mia doveroso - oltre che davvero sentito - ringraziare tutti, di cuore, per questo importante risultato personale, che va al di là delle mie stesse aspettative. Una sola cosa vorrei, fin da subito, pur in questa giornata di “decompressione”, ribadire: anche come coalizione il risultato conseguito è da ritenersi, a parer mio, molto buono, soprattutto se si considerino i timori della vigilia - e le spaccature che è auspicabile fin da subito si possano avviare alla ricomposizione…

Gli elettori, come spesso accade, hanno proferito chiare indicazioni sul futuro governo di Mira e, dati alla mano, sono convinto che al ballottaggio Michele Carpinetti non avrà soverchie difficoltà a diventare primo cittadino: i problemi – ma anche le aspettative - sono molti, quindi non resta che rimboccarci le maniche, attendendo fiduciosi l’ultimo responso delle urne, programmato per domenica 10 giugno. Nel frattempo, ancora una volta: grazie a tutti.

[4] commenti

Massimo Zuin in biblioteca a Oriago

Care elettrici ed elettori, cari concittadini miresi,
alla vigilia delle votazioni amministrative comunali vorrei anzitutto ringraziarvi per il sostegno tributato a me e alla mia formazione, i DS, in questi mesi di convulsa e abbreviata campagna elettorale che ha portato il centrosinistra dapprima alle Primarie con la candidatura condivisa di Michele Carpinetti, che molti di voi in questo periodo avranno avuto modo di conoscere e apprezzare, e successivamente, purtroppo, all’interno del nostro partito – ma non solo – a disaccordi che hanno indotto alcuni ad appoggiare la lista civica del sindaco uscente.
Inutile nascondere tensioni che la stampa ha fin troppo sondato e cavalcato: ancora una volta, vorrei ribadire che l’unico candidato ufficiale dei maggiori partiti di centrosinistra (DS, Margherita, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Verdi, Italia dei Valori – Di Pietro) – senza dimenticare la lista civica, espressione dei comitati miresi “Con te a Mira” – è, appunto, Michele Carpinetti, cui va il sostegno compatto dell’intera coalizione.
In questi giorni, incontrando e dialogando con molti di voi, ho colto però non solo interrogativi sull’andamento del dibattito preelettorale o consigli su quanto poter fare nei prossimi cinque anni per il nostro territorio, ma anche, e soprattutto, l’appoggio e la simpatia che una candidatura nuova e giovane – di rinnovamento nella continuità – come quella di Michele è in grado di suscitare.
Per questo di buon grado sono sceso in lizza, mettendo la mia esperienza amministrativa di assessore uscente a servizio della lista DS: vi invito, ancora una volta, se avete apprezzato il mio operato a servizio del nostro Comune e desiderate che possa continuare, ad esprimere una preferenza (basta il mio cognome, ZUIN) accanto al simbolo del mio partito (nello spazio apposito, sulla destra). Automaticamente il voto si estende alla mia lista (i DS) e al candidato sindaco collegato, Michele Carpinetti.
Un ringraziamento particolare, infine, va a chi mi è stato più vicino durante questa mia campagna elettorale: gli amici che, nella vita reale (attraverso incontri, cene, serate, concerti) e nel mondo virtuale (attraverso il blog, la mailing-list e questo stesso sito) non mi hanno fatto mai mancare collaborazione, stimolo e consiglio.
Ora scatta il silenzio preelettorale: la parola alle urne, appuntamento a tutti per martedì con un primo commento ai risultati delle votazioni.

Non ci sono commenti

Massimo Zuin e Michele Carpinetti a Villa Widmann

No, non si tratta dell’ennesima ricerca di mercato, sui marchi aziendali più conosciuti. E neppure una lode al duo Marco Travaglio vs Marco Tronchetti Provera. E neppure è in questione un riconoscimento alla pluricentenaria industria Marchi Marano … Né si intende alludere a Vanna&Stefania Marchi, né ci si sta rivolgendo ad un difensore milanista, in apprezzamento all’attenzione in marcatura nella finale di Champions League…
Bando agli indugi, quindi: chi tra voi martedì scorso ha partecipato alla serata di Villa Widmann avrà subito inteso che ci si riferisce alla splendida performance di Veronica Marchi, l’artista che ha allietato la serata (tanta musica in un contesto rilassato, limitando al minimo possibile i discorsi politici a contorno, per non turbare, appunto, la riuscita della festa…).
Una giovane cantautrice davvero in ascesa che, ben accompagnata da un polistrumentista – e suonando da sé la chitarra sullo stile della Consoli prima maniera – ha presentato dei ben costruiti testi introspettivi a poggiarsi su un ordito compositivo melodico, certo, ma senza indulgere nel pop - ed anzi pronto ad accogliere le finezze di una voce d’interprete davvero fuori dal comune.
Che altro dire? La campagna elettorale volge ormai al termine e questa che si conclude, appunto, è la settimana dei concerti: oggi a Piazza San Nicolò gli EXS (pronuncia: excess, con un inglese che non ha bisogno di traduzioni) a sostegno di Carpinetti, mentre, come saprete, in Villa Widmann si esibiscono Bertelli e la Compagnia delle acque, per Marcato.
Poi la musica – una volta capìta l’antifona – la suoneranno gli elettori, questo 27/28 maggio: e che vinca il migliore (sperando non si tratti della solita vecchia canzone…)!

Non ci sono commenti

Così, parafrasando il celebre motto di Cesare, molti dei nostri candidati sindaci si ripropongono di “vincere” – ovvero guadagnare consenso elettorale: promettendo - vi ricordate del berlusconiano “meno tasse per tutti”?- di agire sull’ Ici.
Eh, sì, 4.500.000 euro: a tanto ammonta, all’ incirca, il gettito Ici del Comune di Mira nel 2006, di cui circa il 60-70% derivante da prima casa. Eppure moltissimi candidati alle amministrative si sono detti disponibili a cancellare questa tassa sulla casa – tanto poco gradita quanto importante per il bilancio comunale - , anzi alcuni si sono impegnati pubblicamente a farlo, come la candidata di Forza Italia e delle destre Vanna Baldan.
Ma come può essere credibile una simile ipotesi di fronte a cittadini che non perdono l’occasione, in ogni sorta di incontri – pubblici e privati -, per chiedere risposte sempre più efficaci alle proprie esigenze da parte dei servizi comunali? Con quali risorse, insomma, si potrebbe far fronte ad un’ipotesi di un mancato gettito di tali dimensioni, se nel contempo si vuol salvaguardare e potenziare il welfare, l’assistenza sociale per gli anziani, la sicurezza e quanto, più in generale, contribuisca al benessere e alla qualità della vita di ogni giorno sul territorio? Certo la risposta più populista è stata: eliminando gli sprechi (e via a polemizzare, citando consulenze, cattedrali nel deserto, etc. etc. ).
Ma certo è una facile tattica, questa, da parte delle opposizioni che non hanno responsabilità amministrative (è appena il caso di ricordare i pesanti tagli ai trasferimenti per cui si è caratterizzato il governo Berlusconi): forse manca proprio la misura delle cose, e bene ha fatto Michele Carpinetti ad esibire in teatro a Villa dei Leoni, in occasione del primo faccia a faccia con gli altri candidati sindaci, proprio un metro, per ricordare il senso del misurare, per progettare ed agire di conseguenza…
Non mi sfugge il fatto che siamo in campagna elettorale, dove non sempre è semplice strappare l’applauso al pubblico non pagante in sala… ma un po’ più di serietà da parte di chi si candida alla massima carica comunale sarebbe auspicabile, per non scivolare sul terreno della mera propaganda.
E proprio per questo, infine, preferisco non rincorrere né commentare quanto ultimamente viene detto da alcuni riguardo alla cultura a Mira (solo per citare una recentissima perla: “si stava meglio quando si stava peggio” – così la Lega, nel confronto di lunedì scorso organizzato dalla Nuova Venezia) – per me parla il programma 2007/12 e il resoconto del quinquennio trascorso presente su questo sito -: nondimeno vorrei rassicurare quanti, per esempio, propongono il rilancio della cultura a Mira mediante la brillante ed originale idea di un cinema all’aperto, facendo loro sapere che le ultime rassegne estive hanno visto la presenza di non più di 20-30 persone a sera…

Non ci sono commenti

Domenica scorsa, nel mio girovagare per Mira in bicicletta in mezzo ai campi dell’Olmo di Borbiago (“campagna” certo, ma non “elettorale”! J ), trovandomi tra Fossa Donne e via Trescievoli ho fatto tappa, per una visita, da un mio amico, Michele, che assieme a Gabriella si è avventurato in una storia degna di essere raccontata.
I due, qualche anno or sono, hanno deciso di sposarsi, andando ad abitare a casa di lui, in poche stanze tappezzate di quadri: e fin qui, nulla di troppo fuori dal comune – a parte la vena artistica, s’intende…
Ma il fatto è che, in questi mesi, i due hanno fatto – si direbbe - una pazzia: ovvero mettersi a restaurare la vecchia chiesetta dell’Olmo dedicata a Santa Maria del Rosario (di cui si è parlato recentemente sulla meritoria rivista Rive, sempre attenta al patrimonio storico comunale), nonché le relative pertinenze, per creare la propria nuova abitazione e per restituire, nel contempo, alla comunità uno spazio storico che apparteneva alla devozione popolare. Un’avventura – va sottolineato ancora una volta -, proprio d’altri tempi.
Insomma: due giovani che sacrificano i loro risparmi per restaurare un luogo ricco di storia e riportarlo all’antico splendore costituiscono una singolarità – per civismo e attenzione al territorio - che merita di essere pubblicamente apprezzata. Morale: entro l’anno la chiesetta sarà aperta al pubblico e tutti potranno tornare ad ammirare gli affreschi e le statue, oppure magari assistere ad esposizioni di quadri o, perché no?, sposarsi, e così via.
Un pezzo di paese che torna a vivere: grazie ancora, Michele e Gabriella, per questa vostra lezione di civiltà.

Non ci sono commenti

Ci sono persone che vivono attivamente nel proprio territorio, ponendo attenzione alla cosa pubblica, contribuendo – come privati o sul versante associazionistico - al decoro urbano e paesaggistico o alla valorizzazione storica e culturale, sentendosi davvero parte di una comunità di concittadini, percezione sempre meno presente nella società contemporanea.
Sono persone che quasi le si identifica con un luogo, l’àmbito dove visibilmente operano e vivono: è il caso, questo, di Franco Mason di Mira Porte, collezionista di oggetti d’ogni genere e tipo –storici e di modernariato -, personalità attenta e dallo spiccato senso critico, talvolta anche nei confronti della Pubblica Amministrazione, pur senza mai risultare fazioso.
Personalmente l’ho visto più volte pulire il Brenta da sporcizie, animare la Piazzetta disponendo in bella vista cimeli, cartoline, foto e tanti altri oggetti, a testimoniare lo scorrere del tempo nella vita quotidiana.
Credo che lo stimolo che anima persone simili, spingendole a recuperare, prendersi cura, catalogare una tale mole di materiali provenga proprio dall’esigenza di una conservazione delle memoria, perché si mantenga il ricordo anche delle piccole cose che – prese nel loro insieme - costituiscono la storia materiale del nostro territorio, testimonianza di una civiltà e cultura rivierasca che è mutata a ritmi vertiginosi.
In diverso ambito, le stesse considerazioni potrebbero risultare valide anche per gli animatori del gruppo La Ghirba, associazione facente parte della Consulta alla Cultura mirese che recentemente ha trovato sede presso le scuole medie di Malcontenta: in questi anni hanno raccolto moltissimo materiale bellico relativo ad entrambe le guerre, testimonianze che vanno dai soldati che combattevano sulle Dolomiti sino ai partigiani protagonisti della Resistenza veneta – e in questo caso si tratta di cimeli che più di un qualche museo potrebbe invidiare…
Insomma, colgo l’occasione non solo per rivolgere un dovuto riconoscimento alla passione che anima questi nostri concittadini, ma anche per ribadire la necessità di adoperarsi affinché un tale patrimonio sia maggiormente valorizzato per finalità didattiche (gli storici parlerebbero di Alltagsgeschichte), o più ampiamente culturali e infine - perché no? - turistiche.

[2] commenti

una vecchia foto di Borbiago

Borbiago: sono nato qui, in casa, 43 anni fa; credo la mia sia stata una delle ultime generazioni di “nati in casa”, così ben raccontati da Giuliana Musso nell’omonima opera teatrale, recentemente proposta anche in Riviera. Una piccola frazione, Borbiago: eppure ho ricordi molto belli della mia infanzia, legati soprattutto all’uscire nelle stradine a giocare con gli altri ragazzi, al correre in mezzo ai campi dietro a una palla. Sono sempre stato molto legato al mio paese - il paese della Madonna Mora -, dove forse allora esisteva, nel vivere concreto, un concetto che restava implicito e di cui ora si fa un gran parlare, la “comunità”. Non, insomma, un anonimo gruppo di case, ma persone vere, impegnate e coinvolte nella vita del proprio paese.
Venendo ai nostri giorni, devo confessare che sono molto preoccupato quando, per esempio, mi capita di passare per la strada provinciale a ridosso dell’autostrada e mi balza agli occhi l’imminente apertura del casello, oppure quando vedo arrivare nelle cassette postali la lettera d’avvio del procedimento dell’opera complementare che collegherà la Statale 11 dal Burchiello alla vecchia via Caltana… In effetti, così probabilmente diminuirà in sensibile misura il traffico ad Oriago, ma nutro il timore che, nel contempo, si riempiranno altre strade dei medesimi mezzi leggeri e pesanti, se non di più…
Eppure la preoccupazione – la mia e quella dei miei concittadini – non può e non deve, da sola, bastare: è necessaria maggior informazione su quel che potrebbe succedere a Borbiago ed anzi ritengo ci si debba mobilitare per avere ogni possibile attenzione da parte degli enti preposti per le necessarie mitigazioni, nonché per proporre eventuali miglioramenti e rettifiche ai progetti, forti della nostra esperienza di decenni di vita quotidiana nel territorio.
Ed in effetti, allora – come si suol dire – “erano altri tempi”, ma forse tutt’oggi continuiamo ad aver bisogno di assicurare ai nostri figli la possibilità di stare assieme e giocare liberi (liberi, nel caso, persino dal vincolo delle società sportive), di parlarsi e chiacchierare – un tempo si diceva “fare filò” -, di guardare le stelle senza che i lampioni lo impediscano… Pare cosa banale, quest’ultima, ma me l’ha ricordata non più tardi di una settimana fa, con semplici e profonde parole, proprio Giuliano Scabia, uno dei pochi veri Maestri – e non solo nei campi del teatro e della scrittura -, che proprio negli anni della mia giovinezza ha portato nelle piazze di tutte le frazioni miresi una bellissima esperienza di Teatro Vagante, a coinvolgere le persone, le tradizioni, le memorie: ulteriore “cibo per la mente” per chi dovrà pianificare la città di domani…

Non ci sono commenti

Il nuovo direttore della Biennale Architettura: Mario Botta

Ho appreso, dai giornali di ieri, che il prossimo direttore della Biennale Architettura sarà il ticinese Mario Botta. Come forse ricorderete, è stato con noi a Mira nel marzo scorso, a Villa Widmann, nell’ambito della rassegna “Come vedo il mondo - Visioni di architettura e design”, organizzata in collaborazione con lo IUAV e l’Ass. Architetti della Riviera.
Questa fortunata rassegna - non a caso recentemente riproposta anche quest’anno - si è rivelata per il sempre folto pubblico presente una bella occasione per conoscere i pensieri e i progetti di un grande architetto del nostro tempo: dal restauro della Scala di Milano al MART di Rovereto, per citare solamente due sue celebri realizzazioni italiane, è stato comunicato il fervore di un grande intellettuale contemporaneo, impegnato a lasciare un tangibile segno nel tessuto delle nostre città.
Tra l’altro mi ha colpito la sua grande semplicità e professionalità: è arrivato, da solo, puntualmente (da buono svizzero)con la propria auto partendo da Mendrisio alle 17 e dovendoci ritornare la mattina dopo per le 8…
Anche la cena che ha fatto seguito alla conferenza, con la presenza tra gli altri di Tonci Foscari, è risultata estremamente interessante: ed in effetti devo confidarvi che questa rassegna, che anche quest’anno ha annoverato personalità quali p.e. Aldo Cibic, è stata una tra le iniziative che più mi ha coinvolto.
Infatti non cesso di pensare che anche il nostro Comune meriti un qualcosa di più sotto l’aspetto urbanistico, relativamente alla qualità del paesaggio e dell’edilizia. Abbiamo grandi potenzialità nel concepire una Mira anche architettonicamente “nuova”: si rivela sempre più necessario, insomma, dotarsi di una visione della vivibilità cittadina compatibile con i vincoli del presente, ma orientata al futuro. Qualche spunto - nei dibattiti di questi anni - sicuramente è scaturito: credo che la strada dell’apertura ai concorsi d’idee e alle nuove progettualità sia una strada da percorrere ancora…

1 commento

L’amico Antonino Stinà, del quale di seguito allego l’appello per raccogliere adesioni pro referendum elettorali, sta facendo da tempo assieme ad altri amici una campagna politica verso il Partito Democratico in provincia di Venezia, per stimolare la partecipazione attiva della società civile e per riportare al centro delle decisioni politiche il cittadino.
Vorrei, come premessa, sottolineare di essere anch’io – e non da oggi - un convinto sostenitore del futuro Partito Democratico: da tempo avverto la necessità che nasca al più presto e che - come da programma del governo Prodi, peraltro - sia altresì necessario provvedere alle necessarie riforme costituzionali ed elettorali, per uscire dall’attuale impasse.
Resto tuttavia altrettanto convinto che la panacea di tutti i mali non può essere il ricorso a consultazioni per ogni questione su cui vi sia uno stallo; del resto, anche per quanto riguarda le Primarie, abbiamo visto recentemente a Mira e Chioggia i limiti intrinseci a un tale strumento, seppur impiegato in maniera anomala.
Più ampiamente anche per quanto riguarda la riforma del sistema elettorale la mia esperienza non mi fa pensare a modelli alternativi miracolosi: certo l’attuale ha dimostrato tutti i suoi limiti e storture, ma ricordo che, anche in passato, nonostante le preferenze, vi erano politici locali super votati che poi non prendevano mai la parola in Parlamento - e così ai vari livelli, sino alle realtà comunali. Non basta il ritorno allo status quo, insomma, cancellando il “Porcellum” di Calderoli.
Tornando al nostro ambito mirese, spesso mi chiedo se, sul piano elettorale, un politico che ha ben lavorato per l’intera cittadinanza senza curarsi di clientelismi in favore dei propri interessi particolari è giusto che rischi di essere penalizzato da un voto di preferenza magari attribuito, come “scambio”, ad un collega che magari, nello stesso tempo, ha lavorato solamente in favore dei propri sostenitori…
Credo – tutto sommato - che la necessaria compensazione a questi personalismi possa essere tuttora fornita (anche se non so ancora per quanto…) proprio dalle strutture partitiche radicate sul territorio, se riescono a valutare autonomamente le proprie risorse e a ragionare in termini di buon governo.
Concluderei con un aneddoto: il ministro Gentiloni ha detto, intervenendo l’altro giorno a Mira (vi invito a dare un’occhiata al suo blog, che, tra l’altro, ha un intervento in proposito, “Diario di campagna” ), che il 10% degli elettori decide cosa e chi votare direttamente in cabina…
Sembrerebbe un’enormità, ma se tali sono le dinamiche degli incerti speriamo almeno che in quel frangente si ricordino di aver visto qualche bello spettacolo in teatro, qualche manifestazione culturale ben riuscita, o – perché no? - di aver passato qualche piacevole momento in una delle due biblioteche che ci sono invidiate da tanti comuni vicini, e, magari, agiscano di conseguenza… J

Ciao a tutti.
Con molti amici in questi due anni abbiamo intrapreso alcune azioni per cercare di innovare la politica. La battaglia, non riuscita, per le primarie per la scelta del sindaco di Venezia, la campagna per le primarie per la scelta del candidato leader del centro sinistra, e altre.
In questi giorni è in corso la raccolta delle firme per la promozione del referendum elettorale, per superare la legge porcellum. E’un referendum avversato da tutte le forze politiche che si sentono espropriate di un loro diritto assoluto: decidere il meccanismo di selezione della classe politica del nostro Paese.
Per questo è necessario il contributo di tutti coloro che vogliono una nuova stagione per la politica italiana.
Nelle prime due settimane con pochissimi mezzi abbiamo già raccolto oltre 2000 firme in provincia. I cittadini firmano molto volentieri, un po’increduli per la verità, convinti che il Parlamento abbia già modificato la legge.
Per raccogliere le firme servono persone di buona volontà che dedicano qualche ora del proprio tempo a stare ai banchetti e ad incontrare persone (la cosa è molto interessante, dal punto di vista socio-antropologico).
Più banchetti facciamo più firme raccogliamo. Per fare più banchetti servono teste, cuori e braccia.
Se qualcuno avesse voglia di dare una mano, risponda a questo messaggio. Come una bottiglia in mezzo all’oceano.
Grazie.
A presto
Antonino Stinà

[2] commenti

Una foto della manifestazione “Arte in Villa”

Domenica 27 maggio non sarà solo il giorno in cui molti cittadini di Mira saranno chiamati a votare per l’elezione del nuovo Consiglio Comunale (31.382 miresi, per la precisione: 16.049 donne e 15.333 uomini), ma anche la giornata in cui si terrà una nuova edizione di Arte in Villa, lungo le rive del Naviglio, davanti a Palazzo dei Leoni, in Riviera Silvio Trentin.
Giunta alla sua decima edizione (nel panorama mirese, un piccolo record di continuità), è una manifestazione divenuta nel tempo molto importante - capace di richiamare anche quest’anno più di un centinaio di artisti, provenienti da tutto il Veneto - e apprezzata da migliaia di visitatori: vorrei sinceramente ringraziare il Gruppo “Forma & Colore”, attivamente presente nel territorio e nelle consulte miresi con questa ed altre iniziative in campo culturale, per la serietà e passione profuse in questa bella iniziativa, occasione di incontro e scambio di esperienze, non solo artistiche.
Insomma, recarsi ad “Arte in Villa” è come andare ad una festa, dove s’incontrerà certamente qualcuno che non si vedeva da tempo e dove poter apprezzare l’arte nelle sue più svariate forme: rivolgo a tutti l’invito a partecipare e ringrazio ancora una volta Mario e Sonia Scantamburlo, che del Gruppo “Forma & Colore” sono le colonne portanti.
Buona “Arte in Villa” e buona votazione per il nuovo Sindaco di Mira.

Non ci sono commenti