Archive for luglio, 2007

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ma quanto ti rode essere stato fatto fuori, eh, Massimo? brucia brucia l’invidia…

un attento lettore del mio blog ha commentato l’ultimo post con la frase sopra riportata. Lo definisco, ironicamente, “un attento lettore”, in quanto mi pare di aver spiegato personalmente (raccogliendo anche l’opinione di quei – sia detto senz’offesa… - fessacchiotti che mi hanno votato) l’amarezza per non essere stato riconfermato assessore. L’amarezza partiva molto semplicemente da due constatazioni: la prima riguardava il fatto che i settori di cui mi ero occupato erano – oggettivamente - cresciuti e, con un qualche orgoglio, questo veniva riconosciuto da molti sia a Mira che fuori; la seconda dal dato elettorale: il più votato della lista. Punto. Di amarezza si tratta, non di invidia, caro anonimo. Non mi pare di averlo ipocritamente mai negato; ma si sa: chi mette la propria faccia e si occupa di amministrare deve mettere nel conto che non può risultare simpatico a tutti, o anche solamente apprezzato per quel che fa. Del resto questa democrazia prevede la possibilità di votare una maggioranza comunale, ma non di scegliere chi poi dovrà avere il compito di amministrare… Evidentemente a questo anonimo lettore (ma l’anonimato on-line, si badi bene, non è mai così perfetto, a voler solo effettuare un qualche controllo…) va bene così: tirare il sasso e nascondere il braccio, almeno un pochino. Atteggiamento che ricorda il testo di una canzone di Samuele Bersani “Lo scrutatore non votante”, che volentieri riporto all’attenzione di tutti voi :

Lo scrutatore non votante

è indifferente alla politica

Ci tiene assai a dire “ohissa!”

Ma poi non scende dalla macchina

È come un ateo praticante

Seduto in chiesa alla domenica

Si mette apposta un pò in disparte

Per dissentire dalla predica

Lo scrutatore non votante

È solo un titolo o un immagine

Per cui sarebbe interessante

Verificarlo in un indagine

Intervistate quel cantante

Che non ascolta mai la musica

Oltre alla sua in ogni istante

Sentiamo come si giustifica

Lo scrutatore non votante

È come un sasso che non rotola

Tiene le mani nelle tasche

E i pugni stretti quando nevica

Prepara un viaggio ma non parte

Pulisce casa ma non ospita

Conosce i nomi delle piante

Che taglia con la sega elettrica

Lo scrutatore non votante

Conserva intatta la sua etica

E dalle droghe si rinfresca

Con una bibita analcolica

Ha collegato la stampante

Ma non spedisce mai una lettera

Si è comperato un mangia-carte

Per sbarazzarsi della verità

Lo scrutatore non votante

È sempre stato un uomo fragile

Poteva essere farfalla

Ed è rimasto una crisalide

Telefonate al cartomante

Che non contatta neanche l’aldiquà

Siccome è calvo usa il turbante

E quando è freddo anche la coppola

Lo scrutatore non votante

Con un sapone che non scivola

Si fa la doccia 10 volte

E ha le formiche sulla tavola

Prepara un viaggio ma non parte

Pulisce casa ma non ospita

Conosce i nomi delle piante

Che taglia con la sega elettrica

Lo fa svenire un po’ di sangue

Ma poi è per la sedia elettrica

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Spero di fare cosa utile indicando i nominativi dei Consiglieri Comunali del Comune di Mira presenti ai lavori nelle diverse commissioni e che hanno cominciato a riunirsi ieri.

COMPONENTI COMMISSIONI CONSILIARI PERMANENTI
(delibera di C.C. n. 54 del 12/7/2007)

La 1^ COMMISSIONE CONSILIARE “Affari Generali e Istituzionali - Sistema Informativo” risulta composta come segue:

ZUIN MASSIMO D.S.
DE FAVERI NAZZARENO D.S.
PESCE ALBINO D.S.
LUCARDA PAOLO Margherita
PATRON ANDREA Margherita
ARDOLINO GIUSEPPE Rif. Comunista
VENDRAMIN FRANCESCO (PRESIDENTE) Verdi
ZACCARIN FABIO Con te a Mira
MARCATO ROBERTO Vivi Mira
PASQUAL EUGENIO F.I.
MORARA MARIO F.I.
RENIER CESARE Lega Nord
PERNORIO VINCENZO (VICE PRESIDENTE) A.N.
BONETTO ALESSIO Socialisti Rif.

La 2^ COMMSSIONE “Bilancio - Patrimonio - Programmazione - Personale” risulta costituita come segue:

STOCCO GIANCARLO D.S.
BORDIN MAURIZIO (VICE PRESIDENTE) D.S.
CARLIN ELISA D.S.
MARTIN RENATO Margherita
SACCO FRANCESCO Margherita
ARDOLINO GIUSEPPE (PRESIDENTE) Rif. Comunista
VENDRAMIN FRANCESCO Verdi
ZACCARIN FABIO Con te a Mira
MARCATO ROBERTO Vivi Mira
BALDAN VANNA F.I.
TERREN DAVIDE F.I.
RENIER CESARE Lega Nord
PERNORIO VINCENZO A.N.
BONETTO ALESSIO Socialisti Rif.

La 3^ COMMSSIONE “Uso e Assetto del Territorio - LL.PP. – Ecologia – Politiche Ambientali risulta costituita come segue:

STOCCO GIANCARLO D.S.
FASSINI PIERGIORGIO D.S.
DI PINO MAURIZIO D.S.
MARTIN RENATO (PRESIDENTE) Margherita
PATRON ANDREA Margherita
ZANCHETTA FABIO (VICE PRESIDENTE) Rif. Comunista
VENDRAMIN FRANCESCO Verdi
ZACCARIN FABIO Con te a Mira
VOLPATO FRANCESCO Vivi Mira
TERREN DAVIDE F.I.
PASQUAL EUGENIO F.I.
RENIER CESARE Lega Nord
PERNORIO VINCENZO A.N.
BONETTO ALESSIO Socialisti Rif.

La 4^ COMMISSIONE CONSILIARE “Diritti e Politiche Sociali - Volontariato” risulta costituita come segue:

ZUIN MASSIMO D.S.
DI PINO MAURIZIO (PRESIDENTE) D.S.
PESCE ALBINO D.S.
SACCO FRANCESCO Margherita
PILON FEDERICA Margherita
ARDOLINO GIUSEPPE Rif. Comunista
VENDRAMIN FRANCESCO Verdi
ZACCARIN FABIO Con te a Mira
MION MAURO Vivi Mira
BALDAN VANNA F.I.
ZORZI GIORGIO F.I.
RENIER CESARE Lega Nord
PERNORIO VINCENZO A.N.
BONETTO ALESSIO (VICE PRESIDENTE) Socialisti Rif.

La 5^ COMMISSIONE CONSILIARE “Cultura - Pubblica Istruzione - Sport – Turismo – Pari Opportunità” risulta costituita come segue:

ROSSATO GIUSEPPE D.S.
DE FAVERI NAZZARENO D.S.
CARLIN ELISA (PRESIDENTE) D.S.
SACCO FRANCESCO Margherita
PILON FEDERICA (VICE PRESIDENTE) Margherita
ZANCHETTA FABIO Rif. Comunista
VENDRAMIN FRANCESCO Verdi
ZACCARIN FABIO Con te a Mira
MION MAURO Vivi Mira
SIMIONATO LORIS F.I.
MORARA MARIO F.I.
RENIER CESARE Lega Nord
PERNORIO VINCENZO A.N.
BONETTO ALESSIO Socialisti Rif.

La 6^ COMMISSIONE CONSILIARE “Sviluppo Economico – Attività Produttive – Politiche Comunitarie” risulta costituita come segue:

FASSINI PIERGIORGIO (PRESIDENTE D.S.
BORDIN MAURIZIO D.S.
ROSSATO GIUSEPPE D.S.
MARTIN RENATO Margherita
LUCARDA PAOLO (VICE PRESIDENTE) Margherita
ZANCHETTA FABIO Rif. Comunista
VENDRAMIN FRANCESCO Verdi
ZACCARIN FABIO Con te a Mira
VOLPATO FRANCESCO Vivi Mira
SIMIONATO LORIS F.I.
ZORZI GIORGIO F.I.
RENIER CESARE Lega Nord
PERNORIO VINCENZO A.N.
BONETTO ALESSIO Socialisti Rif.

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L’amico Alessio mi ha mandato copia del comunicato stampa che è stato inviato ai giornali sull’onda di alcuni articoli di Volpe (DS) prima e di Baldi (Italia dei Valori) poi, connessi, rispettivamente, a critiche interne al partito di maggioranza relativa a Mira e a riserve circa l’atteggiamento dell’ attuale giunta.

Per quanto riguarda il primo articolo è evidente che si tratta di una polemica interna ai DS in un momento di grandi cambiamenti, in una situazione che vede Mira essere per una corrente (cosiddetta “Angius”) un punto di riferimento, grazie al consenso riscosso all’ultimo congresso, particolarmente importante per Vanni, che ne è a capo, ed è attualmente alla ricerca di visibilità. Non so bene quali saranno le ricadute immediate di queste affermazioni, ma è evidente che si sta giocando una partita importante negli equilibri della neo-maggioranza. Volpe, peraltro, è persona intelligente e credo non abbia in mente di mettere in crisi fin da subito la giunta Carpinetti (ed infatti ha cura di dichiararlo apertamente): tuttavia, se le richieste di indire questo congresso mirese verranno ancora avanzate, qualcosa certo succederà.

Per quanto riguarda, infine, la dichiarazione di Baldi non avendo partecipato alle trattative pre-elettorali non conosco se ci fossero delle promesse da parte di qualcuno rimaste inevase: credo comunque che, in ogni caso, vadano trovate delle soluzioni condivise per continuare assieme un percorso politico, al di là di ogni questione relativa ad incarichi o poltrone.

Mi soffermo da ultimo sul comunicato di Bonetto, attualmente all’opposizione da sinistra, con i Socialisti, relativo proprio alla dialettica dei ruoli tra opposizione e maggioranza in consiglio comunale.

In breve: Alessio sa benissimo che una coalizione si regge su diversi fattori, all’interno dei quali un gran collante politico è rappresentato dagli incarichi di governo e sottogoverno –cosa che vale per la destra e per la sinistra e per il centro.

Nella mia esperienza politica, per parlare dell’opposizione - di cui ho esperienza -, conosco alcuni modelli di riferimento:

opposizione blanda: si viene poco agli incontri e si affida il proprio pensiero a mezzo stampa, magari attraverso un giornalista di fiducia;

opposizione furba: si fa finta di arrabbiarsi in consiglio, e poi si tratta sottobanco;

opposizione ostruzionista: si critica ogni cosa, fino ad arrivare agli esposti alla magistratura;

opposizione transitoria: si dialoga, con quella parte della maggioranza con cui si è più affini, sperando che un giorno, mutando gli scenari politici…

opposizione collaborativa: non esiste;

(…continua…)

Non so indicare ad Alessio quale sia il migliore modello se però ne vedete altri vi prego di indicarli, per continuare questo catalogo, una sorta di fenomenologia dello stare all’opposizione.

Ma ecco il comunicato stampa del portavoce Bonetto:

- - -

Comunicato stampa del 26.07.2007.

Il re è nudo, notiamo con piacere che finalmente anche da casa DS si ammette che nel campo del centrosinistra mirese ci sia qualcosa che non vada, e che le lacerazioni che noi abbiamo denunciato ci sono state e perdurano tutt’ora e che ignorarle peggiora solo le cose. Tali spaccature hanno contribuito pesantemente a indebolire le forze di centrosinistra producendo una coalizione di governo che appare assai fragile, proprio perché nata su quelle spaccature. Spaccature che non solo si finge di non vedere, ma che, anzi non si tenta nemmeno di richiudere. In questo quadro la nuova amministrazione si muove tra mille contraddizioni, predica il dialogo con le minoranze, ma non lo pratica, parla di aperture e coinvolgimento, ma poi si affretta a coprire ogni posizione, creandone anche all’occorrenza. S’ignora il risultato elettorale, che è ben diverso da quello di 5 anni fa, tale dato dovrebbe spingere quest’amministrazione ad avere uno spirito di minor autosufficienza e di maggior disponibilità. Non vediamo nessun modo nuovo di fare, anzi ne vediamo uno ben noto. Dal canto nostro, continua il nostro impegno per portare avanti un programma riformista per il bene della città di Mira, speriamo che molti in quella che un tempo era l’Unione, meditino su quanto accaduto e vogliano finalmente riconoscere che molti errori sono stati commessi, molti non comprensibili ancor oggi, ed intavolare un serio ragionamento programmatico con noi.

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Tra poco più di una settimana sarà posato il quarto ponte sul Canal Grande: il Ponte di Calatrava o delle polemiche. Sul sito del comune di Venezia è presente un filmato molto interessante che descrive le fasi di assemblaggio dell’opera, vi invito a darci un’occhiata.
Questo ponte, al di là del pregio estetico, sicuramente porterà alla rivalutazione di un’area attualmente dismessa: l’ex sede compartimentale delle FS acquisita dalla Regione Veneto e destinata ad uffici; sarà inoltre possibile raggiungere Piazzale Roma e la stazione ferroviaria molto più agevolmente.
Come spesso succede le polemiche si concentrano, riguardo a simili grandi opere pubbliche, relativamente ai costi, via via lievitati in questi mesi, e ai tempi, assolutamente non rispettati. Tali rilievi, che nel contesto di una città di respiro internazionale come Venezia risultano sempre amplificati, accompagnano come un incubo, più in generale – fatte le debite proporzioni - , ogni amministratore pubblico, ed in particolare i sindaci e gli assessori preposti.
Nel nostro Comune, p.e., è all’ordine del giorno da tempo la questione della piazzetta di Mira Porte, oppure della piazza del Municipio che fa acqua da tutte le parti, o ancora del centro civico di Borbiago, sino a finire con la manutenzione ordinaria (dalle scuole agli altri edifici pubblici), etc…
In realtà i ritardi ormai sono più una prassi che un’eccezione: è sempre più raro, infatti, che un appalto vada a buon fine senza contenziosi tra le parti. E allora spazio ai legali, ai lodi arbitrali, ai consulenti, con parcelle da capogiro. Del resto la legge è così complessa che spesso non si riesce ad individuare, con tempistiche accettabili, tutti i diversi livelli di responsabilità: e talvolta, quando si trova il responsabile è passato così tanto tempo che non si può più procedere…
Certo, la gente che paga le tasse vorrebbe capire di più dell’opera che di volta in volta nasce e si concretizza sul territorio, magari intervenendo con autonomi suggerimenti e variazioni in corso d’opera, ma spesso gli amministratori locali hanno le mani legate… Basta che si sposti di un centimetro il manufatto, che subito la ditta chiede la revisione dei prezzi…
Forse sarebbe il caso di cambiare le cose nel corso del lungo e articolato processo che porta dalla progettazione alla realizzazione di un’opera pubblica? Magari applicando l’aurea norma: “chi sbaglia paga”?

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Pubblico le impressioni di Elisa Carlin relativamente alla prima seduta del consiglio comunale di Mira

Tema: Le cose che più mi hanno colpito del primo consiglio comunale di Mira
Svolgimento:
È proprio vero che non si finisce mai di imparare. Ieri durante il consiglio comunale ho potuto assistere ad una magistrale lezione di economia. Relatore il consigliere Terren di Forza Italia che con semplici parole ed in brevissimo tempo ci ha dimostrato come un canile a Giare può indurre il consumatore medio ad andare a prendere il gelato a Mirano. Come?
Ecco la teoria:
se prendiamo il canile A e lo insediamo nella zona B denominata P.I.P. di Giare, le attività produttive quivi presenti o potenzialmente presenti, disturbate dai latrati dei cani okkupanti il canile suddetto, chiuderanno volontariamente o falliranno, perciò non vi saranno più insediamenti produttivi. Gli abitanti della zona non lavoreranno più e si trasferiranno, con tutti i parenti, i quali, avendo altre attività (commercio, ristorazione, gelaterie …) nel territorio mirese, chiuderanno a loro volta. È per questo motivo che non trovando le gelaterie aperte, i cittadini miresi andranno a prendere il gelato a Mirano.
(ndr. A me nell’intestazione della mozione sarebbe piaciuto di più la dizione “Gruppo consiliare” anziché “Consigliare” all’Accademia della Crusca l’ardua sentenza …)
Un altro momento cruciale è stata la nomina dei componenti delle commissioni. Per fortuna erano solo sei, anzi … che peccato fossero solo sei!! Infatti se per il voto e lo spoglio della prima votazione ci abbiamo impiegato circa una mezz’oretta, per la sesta in cinque minuti ce la siamo cavata. Fossero state sette sarebbe stata una passeggiata!!!
Unico momento di terrore è stato l’urna-gate!! Eh si! Appena insediato questo nuovo consiglio e zacchete già fa danni!!!
L’urna (forse vuotata dalle ceneri di “chissachi” nella notte dei tempi) e passata attraverso i secoli, certo non se l’aspettava di finire così, con un rumore sordo, spalmata sul pavimento della sala … la tensione ha toccato livelli massimi, un rivolo di sudore ha imperlato la fronte del sindaco (si quello con la faccia da bambino, quello giovane, proprio quello). Ma prontamente non ci si è persi d’animo, è comparsa una scatola di cartone e il dramma si è risolto in un secondo.
Forse. O forse no? Probabilmente dal primo gettone di presenza di quel consigliere che ha compiuto il misfatto (che non cito perché me lo ha proibito) verrà detratto il costo della colla vinilica per il restauro?? Chi vivrà verdrà …
Questo breve riassunto, assolutamente incompleto, non vuole essere irriverente al cospetto dell’elettorato. Li si è assolutamente seri! Ma permettetemi di sorridere anche nei momenti di estrema serietà, ciò non significa che si faccia meno bene il nostro lavoro.
E soprattutto, volevo chiedere alla signora Baldan, di provare a sorridere un pochino, che ne guadagna (è una bella donna e ha un bel sorriso, perché non può farne qualcuno in più?), a nessuno verrebbe in mente di non ritenerla seria o capace, sicuramente lo è.

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Ho avuto occasione di visitare in questi giorni la 52. Esposizione Internazionale d’Arte, intitolata Pensa con i sensi - Senti con la mente. L’arte al presente, che si è inaugurata il 10 giugno e sarà aperta fino al 21 novembre. Come forse saprete, il direttore della 52. Esposizione è il critico d’arte e artista statunitense Robert Storr; le sedi espositive sono il Padiglione Italia e i padiglioni nazionali ai Giardini, le Corderie e le Artiglierie all’Arsenale, nonché altre sedi nel centro storico di Venezia.

La mia visita si è limitata per ora ai Giardini, sede tradizionale delle Esposizioni d’arte della Biennale fin dalla prima edizione del 1895 (come vi sarà noto, questi bei giardini sorgono verso il margine orientale di Venezia e ospitano 29 padiglioni di paesi stranieri oltre al Padiglione Italia), ma appena possibile visiterò la mostra all’Arsenale.

Cosa raccontarvi? Credo valga la pena fare una gita a Venezia e vedere una serie di numerosissime opere che stanno attirando l’attenzione di migliaia di persone da tutto il mondo. Molti lavori suscitano emozioni forti, altre indifferenza, altre ancora magari repulsione: ogni artista cerca di comunicare qualcosa secondo linguaggi, percorsi, tecniche diverse. Ecco, magari, tra i tanti, è da evidenziare l’allestimento del padiglione Venezia dedicato al maestro, recentemente scomparso, Emilio Vedova e al suo rapporto con Georg Baselitz.

Per intanto allego qualche foto che ho fatto e, per chi volesse approfondire, una riflessione sull’arte contemporanea che ho trovato nel sito www.exibart.tv.

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Arte Contemporanea, è la fine (the end) della ricerca di autoidentificazione dell’arte, il termine “contemporanea” implica un tempo chiuso, limitato a ciò che accade ora, in questo istante, in questo contesto che non ha da ricercare altro sia nel tempo che nello spazio. La relazione tra esserci stato e esserci, che faceva parte dell’arte moderna chiude con l’evento ricercato dal Rinascimento il suo aspetto formale e si ripropone come tempo e spazio finito, esaurito nel preciso momento nel quale ò stato realizzato, concepito, quindi non la morte dell’arte, semmai la fine dell’arte in senso stretto e che non può darsi come evento futuribile, postumo. La conclusione di una ricerca non comporta necessariamente che si dia spunto o indizio per una nuova, la tecnologia immediata contemporanea rappresenta il fallimento della comunicazione umana, perchè la consapevolezza di essere un punto infinitamente piccolo nella moltitudine delle esigenze è il dato oggettivo veramente attendibile, e la psicologia contemporanea o chi la pratica conosce bene quale è il vero dramma umano -nel momento che viene svelato il mistero, il mistero non è più tale -comunque l’astuzia di attualizzare gli eventi e il tentativo di convincere che tutto va comunque bene, non convince nessuno, e quel nessuno non ha la possibilità di trasmettere l’arte, persino l’arte della semplice sopravvivenza, ormai trasformata in una lattina da consumare e gettare via, un contenuto in un altro contenuto che è saturo e si esaurisce in consumo per il consumo - come bere un bicchiere d’acqua passando l’acqua da un bicchiere all’altro in modo infinito prima di berla, si può morire estinguendosi di sete o di inquinamento, e non possono esserci alternative come negli anni settanta, non è, e non sarà, più possibile fare ARTE e arte era ed è comunicazione. (Enzo Sanfilippo).

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Si riunisce stasera il consiglio comunale. È la prima volta dall’insediamento del nuovo sindaco che la riunione si tiene nel palazzo municipale. A proposito di esordi, la mia primissima occasione di sedere in questa aula risale a parecchio tempo fa - nel 1985, quando ero ben più giovane e pieno di belle speranze. Fare il sindaco a quei tempi richiedeva grande abilità e senso di mediazione, in quanto si veniva eletti dal Consiglio. Allora, Sindaco e Vice erano Bacchin Maurizio ed Erminio. Con Maurizio nacque subito un rapporto di stima e simpatia – e verso la fine prematura della sua vita anche amicizia: ritengo sia stato l’ultimo grande politico che ha espresso la Riviera, una persona preparata, stimata e di grande levatura. All’epoca, si aveva l’idea che il nostro territorio contasse anche nelle scelte sovracomunali (si pensi ad esempio lo stop alla costruzione della terza corsia autostradale).

Da quegli anni ad oggi le varie leggi come le Bassanini e l’elezione diretta del sindaco hanno cambiato enormemente ruolo e funzioni del consiglio, che oggi si occupa fondamentalmente di indirizzo e controllo. Nel mio intervento nel primo consiglio comunale di pochi giorni or sono ho auspicato che i lavori di questa istituzione siano esempio di fattività per i cittadini. E’ un auspicio che ho espresso consapevole che l’aula è stata nel recente passato troppe volte impegnata in sterili discussioni, vetrina per qualche prima donna che ha poco da dire, ma tanto da parlare…

Mi auguro che gli anni futuri ci regalino la consapevolezza che quest’area – il territorio dove viviamo - deve essere maggiormente valorizzata nel panorama politico provinciale, regionale e nazionale, non fosse altro per tutte le infrastrutture che intersecano (e intersecheranno) i nostri paesi.

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Ieri sera c’erano in programma due iniziative sul Partito Democratico, una a Chirignago presenti Stradiotto e Martella (deputati Ds e Dl), una a Dolo con Viola e Mognato (segretari provinciali Ds e Dl).
Su questo tema - e sulla nascita del PD - sto provando in questi giorni sensazioni contrastanti più che aver maturato un’idea definita, individuato un percorso politico univoco.
Provo ad elencarne alcune:
si moltiplicano le iniziative pubbliche che creano poco appeal in quanto nascono con il bilancino (come si può notare: un esponente Ds più uno della Margherita);
ci sono i super-entusiasti che intravedono la possibilità di nuovi spazi, tentando di gettarsi per primi sulla novità partitica, al solo scopo di rivestire un ruolo nel processo (la storia insegna…)
Per passare, invece, agli interrogativi di difficile risposta:
quale spazio verrà lasciato ai “nuovi” (la società civile, etc.) se, con la fusione, i “posti” di comando invece che aumentare, diminuiranno?
È notizia fresca: Veltroni non firma per il referendum elettorale; come farà a guidare un partito dove i distinguo saranno molti e importanti?
venendo a Mira: non si è costituito fin da subito in Consiglio Comunale il gruppo unico, quando ci arriveremo, con ottobre alle porte?
più in generale: cosa bisogna fare per non coinvolgere i “soliti noti” in questo nuovo progetto, proprio a partire “dal basso” della nostra realtà locale?
se la logica che molti capi-coalizione (sindaci, presidenti..) perseguono pare essere, ai più svariati livelli: un partito (una corrente, etc.) un posto, la nascita del PD farà nascere ulteriori partiti o liste interne (con conseguenti divisioni/frammentazione)?
Per ora, mi fermo qui.

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Ieri, mentre me ne tornavo a casa da Venezia, il mio sguardo si è fermato ad osservare alcune persone che, in attesa di imbarcarsi sul vaporetto di fronte alla stazione, guardavano il manifesto relativo alla prossima edizione (la 39esima) della Biennale Teatro e prendevano nota degli appuntamenti che più interessavano loro.

Appena sono passati oltre, ho potuto constatare che, per il secondo anno consecutivo, il nostro comune, Mira, è l’unico al di fuori di Venezia ad ospitare uno spettacolo di questa importantissima vetrina, quest’anno dedicata a Goldoni e alla nuova drammaturgia: una riconfermata collaborazione per me motivo di grande soddisfazione ed orgoglio.

Quest’anno, infatti, approderà nel teatro di Villa dei Leoni, il 25 luglio, lo spettacolo “Le Serve di Goldoni”, con Alessandro Fullin -lo ricorderete, certo, in Zelig- che, evidentemente, per l’occasione passerà dal tuscolano al venexiano…

Mi sento in dovere, in proposito, di ringraziare, anche pubblicamente, il maestro ed amico Maurizio Scaparro per la grande disponibilità ed intelligenza con cui ha voluto favorire questo rapporto con il nostro territorio (non si dimentichi, tra l’altro, che Mira, a Villa Widmann nell’auditorium, vedrà anche la proiezione del suo recente film goldoniano, Mémoires, il 26 luglio); territorio che, per quel che riguarda il teatro, è riconosciuto a livello nazionale.

Con la sua venuta alla guida del settore teatro della più importante istituzione veneziana, Scaparro ha dimostrato come si dovrebbe operare in una città come Venezia: con afflato internazionale, propositività ed un entusiasmo scevro da presunzione (che, visto il suo curriculum, gli sarebbe magari permessa…), degni di un grande uomo di cultura.

Ha saputo riportare Goldoni – nel tricentenario della nascita - al centro dell’attenzione in una città che non gli ha mai promosso un vero e proprio festival e che, più in generale, continua a non riuscire a fare sintesi tra le diverse istituzioni per creare un sistema-spettacolo degno della fama di Venezia; Comune, Provincia, Regione, Università, Fondazione Venezia, Municipalità… ognuna si muove in splendida autonomia senza concordare un progetto comune: ne è recente dimostrazione la sfortunata candidatura promossa dalla stessa Fondazione Venezia (con Ca’Foscari e IUAV) per la realizzazione di un Festival Nazionale del Teatro che avrebbe potuto diventare una grande opportunità per la città e il suo entroterra (il progetto, bandito dal Ministero dei Beni Culturali, come si sa, è stato invece aggiudicato alla Regione Campania, con Napoli come sede per il prossimo triennio).

Non è questa certo la sede per profondersi in ulteriori elogi: un caloroso grazie a Maurizio per il suo impegno e il suo lavoro, che è concordemente ritenuto un esempio da seguire, e… un altrettanto caldo invito agli appassionati di teatro a partecipare ai numerosissimi spettacoli in cartellone, a Mira e a Venezia.

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tratto dal sito www.lavoce.info
Mario Macis
Nicola Lacetera

La diffusione dell’uso di internet ha portato alla proliferazione di siti di informazione e opinione. Giornali online, forum di discussione e blog sono cresciuti in maniera esponenziale negli ultimi anni. Secondo Technorati, un motore di ricerca che si occupa di monitorare il mondo dei weblogs, nel web esistono oltre 55 milioni di blog, e ogni giorno ne vengono creati oltre 75mila. Una buona parte di queste iniziative non sono altro che diari personali, destinati alla conversazione a distanza fra gruppi ristretti di amici. Tuttavia, un numero crescente di siti, incluso quello per cui scriviamo questo articolo, si propongono di fornire informazioni e opinioni. Come orientarsi? Come distinguere le informazioni attendibili e le opinioni fondate dalle notizie false e dai pensieri in libertà? In altri termini, ci può essere il rischio di una “eccessiva” quantità di informazioni?

Costi di pubblicazione. E di controllo

Una delle caratteristiche principali dei blog e i forum informativi in rete è che i “costi” di entrata sono minimi o nulli: chiunque sia dotato di un computer e di una connessione a internet può creare un blog in pochi minuti. Tipicamente, il prezzo nominale pagato dai consumatori per accedere a questi siti è anch’esso nullo. Resta, tuttavia, il problema per gli utenti di come discernere informazioni e opinioni fondate da quelle non fondate, senza incorrere in costi - questa volta positivi - di controllo della veridicità delle notizie. Il mercato in questione, come tanti altri, sembra aver elaborato strumenti che ci consentono, seppur in maniera imperfetta, di fidarci o meno delle informazioni e opinioni che leggiamo.
Facciamo un esempio. Ci sono tre siti che forniscono informazioni e opinioni politiche ed economiche. Uno è gestito da un gruppo di accademici affermati e riconosciuti nella loro comunità, come indicato dal loro record di pubblicazioni in importanti riviste internazionali. Un secondo sito raccoglie opinioni di diversi collaboratori, non necessariamente con una forte reputazione, ma sottopone i contributi a una recensione e al controllo da parte di una redazione, questa composta da persone con reputazione di esperti, che ha il potere di accettarne o rifiutarne la pubblicazione. Un terzo sito è gestito da un individuo o un gruppo di individui, che rimangono anonimi e usano pseudonimi, e pubblica contributi degli stessi.
Di quale informazione ci fideremmo? Quali opinioni prenderemmo più seriamente? È evidente che i primi due siti forniscono garanzie di attendibilità maggiori rispetto al terzo sito. Eppure, la stragrande maggioranza dei blog presenti nel world wide web appartiene proprio alla terza categoria. Perché?

L’importanza della reputazione

C’è qualcosa che accomuna i blog del primo e del secondo tipo. Nel caso del primo, la reputazione acquistata attraverso altri canali riconosciuti è garanzia di attendibilità. Chi già possiede una reputazione, rischia di perderla se diffonde notizie false o sostiene analisi palesemente infondate o illogiche. Costui avrà pertanto un forte incentivo a fornire informazioni serie e documentate. Non solo, ma questo tipo di blogger raramente sceglie di rimanere anonimo e raramente rifiuta il dibattito. La possibilità per gli utenti di commentare gli articoli, mettendo in luce informazioni imprecise o argomenti incoerenti, è un’ulteriore garanzia della serietà di un blog di informazione. Blog o siti del secondo tipo, d’altro canto, accolgono anche contributi di chi non ha (ancora) una reputazione, ma forniscono una garanzia di attendibilità grazie a forme di controllo all’ingresso. I contributi sono sempre, o quasi sempre, firmati e ammettono commenti e reazioni da parte degli utenti. Per converso, blogger del terzo tipo, oltre a rimanere anonimi, spesso decidono di non consentire agli altri utenti di commentare i loro interventi.
A questo punto, dovrebbe essere chiaro perché i blog del terzo tipo, i meno attendibili, sono anche quelli più diffusi: il costo di apertura e di pubblicazione è praticamente uguale a zero. All’autore non costa nulla scrivere ogni giorno ciò che gli passa per la testa. Costui non teme di perdere la reputazione, o perché non ne ha una, o perché si nasconde dietro uno pseudonimo. Ciò che accomuna i blog del primo e del secondo tipo, invece, è che pubblicare un articolo comporta un costo per l’autore. Nel primo caso, il costo è rappresentato dalla reputazione dell’autore e dal rischio di perderla, nel secondo il costo consiste nella possibilità che un articolo venga rigettato dal comitato di redazione del blog (come è accaduto qualche volta in passato anche a noi). I blog del primo e secondo tipo lasciano al lettore un onere ben più lieve di assicurarsi solo indirettamente della affidabilità e serietà di un sito.
Riassumendo, per discriminare le buone fonti da quelle sì gratuite, ma fondamentalmente inutili, consigliamo di privilegiare i blog i cui autori firmano con nome e cognome, abbiano interesse a mantenere una reputazione o presentino qualche filtro all’ingresso. Suggeriamo pertanto di prendere con cautela i blog curati da individui che rimangono anonimi o usano pseudonimi, specie se non accettano il contraddittorio con gli altri utenti.

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