Archive for febbraio, 2008

 

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Qualcuno lo ha già letto dai giornali e mi ha chiamato. Ne approfitto per informare tutti che mercoledì sono stato nominato consigliere di amministrazione del Teatro Stabile del Veneto. Voglio ringraziare quindi pubblicamente il Sindaco di Venezia Cacciari che mi ha proposto in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale e spero che la mia esperienza possa essere utile. Di che cosa si occupa il Teatro Stabile del Veneto? Ecco cosa appare nel sito:

 
Il Teatro Stabile del Veneto “Carlo Goldoni” è stato fondato nel 1992. Soci fondatori sono la Regione Veneto, il Comune di Venezia, il Comune di Padova a cui si sono aggiunti, negli anni, il Comune di Vicenza e la Provincia di Padova.
E’ stato diretto da Giulio Bosetti dal ’92 al ’97, da Mauro Carbonoli dal ’97 al ’99. Luca De Fusco ne è diventato direttore nel 2000 ed è tuttora in carica. Ne sono stati presidenti: Raimondo Donà, dalla fondazione al 2002, e Laura Barbiani, tuttora in carica.
Il Teatro gestisce sin dalla fondazione le sale del Teatro Goldoni di Venezia e del Teatro Verdi di Padova. Dal 2001 ha assunto la direzione artistica del Ciclo di spettacoli classici del Teatro Olimpico di Vicenza, di cui ha assunto dal 2003 anche la gestione.
Tra i teatri stabili italiani a dimensione regionale, quello del Veneto è l’unico a gestire sale in tre capoluoghi di provincia.
Le presenze medie della stagione di Padova sono 44.182, quelle di Venezia 41.143, quelle del festival del teatro Olimpico di 3.571. Le stagioni del Goldoni e del Verdi hanno di norma inizio a novembre per terminare tra aprile e maggio. Il Ciclo di Spettacoli classici del Teatro Olimpico di Vicenza si svolge nel tradizionale periodo di settembre-ottobre.
Nei suoi quindici anni di vita lo Stabile ha prodotto 54 spettacoli. Vi hanno firmato regie protagonisti della scena europea come Besson, Pasqual, Pizzi, Lassalle, De Bosio, Scaparro; protagonisti degli spettacoli sono stati attori come Marcello Mastroianni, Giulio Bosetti, Ugo Pagliai e Paola Gassman, Lello Arena, Eros Pagni, Lina Sastri. Nelle nostre produzioni si sono affermati giovani talenti attoriali come Sergio Romano, Gaia Aprea, Max Malatesta. Molto frequenti sono le produzioni goldoniane, ed in genere del teatro del ‘600 e del ‘700, ma non viene trascurata neppure la drammaturgia contemporanea(Bordon, Puppa ,Manfridi, Groppali); con l’acquisizione dell’Olimpico il nostro repertorio si è anche allargato anche alla drammaturgia antica. Altrettanto recente è il recupero della drammaturgia veneta “minore” del secolo scorso.
Gli spettacoli del Teatro Stabile del Veneto sono presenti con continuità nel panorama teatrale nazionale. Dal 2002 ricorrono anche le tournée all’estero con tappe significative quali Berlino, Parigi, Lisbona(2002), Mosca,Amburgo, Barcellona, Madrid(2007).
Lo Stabile, in collaborazione con l’Ente Teatrale Italiano, organizza dal 2003 i Premi Eti-Olimpici del Teatro, in cui una giuria di circa quattrocento teatranti sceglie ogni anno i protagonisti della stagione teatrale. La cerimonia avviene al Teatro Olimpico ed è trasmessa da Raiuno; i finalisti sono ricevuti in udienza al Quirinale. Gli Olimpici sono divenuti in pochi anni il maggiore premio teatrale italiano.

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Domani si sarebbe dovuta tenere la riunione del nuovo organismo provinciale del PD recentemente integrato alle primarie del 10 febbraio, ma la direttiva dell’esecutivo nazionale che prevede che in ogni circolo si tenga una sorta di “mini consultazioni” per discutere sulla rosa dei candidati alle prossime elezioni politiche (il regolamento completo, in vista delle elezioni, è questo ), ha comportato, come “effetto collaterale” il rinvio. Allo stesso modo, subirà un (leggero, si spera)  slittamento la scelta dei vari coordinatori di circolo e comunali, a concludere questa (lunga) fase di radicamento territoriale.

Le tempistiche – abbastanza serrate -, pertanto, a norma di regolamento sono queste: entro martedì prossimo le consultazioni locali dovranno essere completate e, nel nostro caso, a Giaretta dovranno pervenire da parte di Scaramuzza i suggerimenti che gli consentiranno un primo vaglio delle potenziali candidature del veneziano (cito dal regolamento: “i segretari regionali potranno disporre forme di consultazione che permettano ai coordinatori provinciali di consegnare una lista di possibili candidature entro il 26 febbraio. Queste liste saranno valutate dai segretari regionali rispettando la quota di un terzo di presenze femminili nelle candidature e nei potenzialmente eletti e un’equilibrata rappresentanza provinciale, e proposte entro il 2 marzo al coordinamento nazionale, che a sua volta finalizzerà le liste entro il 3 marzo 2008”).

Che commentare in proposito? Devo dire, innanzitutto, che in questi giorni leggendo sulla stampa i dibattiti pre-elettorali, mi trovo poco d’accordo sulla semplificazione, a fini televisivi e massmediali, che si sta operando trattando  i criteri e metodi di scelta e selezione dei candidati.

In questi ultimi tempi pare che non si faccia altro che parlare per categorie, ciascuna a reclamare il proprio spazio, ciascuna” l’un contro l’altra armata”: i giovani, le donne, gli extracomunitari… Solo qualche esempio: Rutelli si ri-candida a sindaco di Roma e vuole una lista di trentenni. Veltroni, analogamente, ha più volte ribadito che desidera un trentenne in ogni lista per il parlamento… Infine, come si è detto, il regolamento prevede che un terzo dei candidati debbano essere donne (derogando eventualmente anche dai limiti “anti-casta” posti col divieto di cumulo di legislature). Queste scelte e annunci, in tempo di campagna elettorale, sanno molto di mera strategia di marketing, un po’ come – scusate l’irriverenza… - quando alla fine degli spot televisivi sui prodotti farmaceutici una voce incomprensibile alla velocità del suono avvisa sugli eventuali rischi collaterali.

A mio avviso, invece, c’è una parola che manca alla politica da troppo tempo: VALORE.
Interroghiamoci. Perché si dovrebbe candidare un trentenne? Perché non, ad esempio, un operaio, una casalinga, un pensionato…? Tutti, dopotutto, sono portatori di una propria esperienza. Oppure, paradossalmente: perché candidare un rappresentante locale (si parlava, sopra, di “equilibrata rappresentanza territoriale”) e non un talento politico che provenga magari da altrove ma possa adeguatamente tutelare i nostri interessi, in forza della propria capacità politica, senza essere troppo vincolato dagli equilibri e assetti comunali o provinciali?

E sollevo questi dubbi e obiezioni non solo perché, ad esempio, c’è tutta una generazione alla quale appartengo, quella dei cosiddetti quarantenni, che in queste logiche rischia di non essere adeguatamente rappresentata, e che invece potrebbe rappresentare un tassello importante del PD ( si pensi, per esempio, a livello locale, all’attenzione che i “40enni per Venezia” stanno finalmente – ma faticosamente -riscuotendo sulla stampa), ma anche e soprattutto perché, a ragionare per categorie, si tende fatalmente a tralasciare la sostanza, ovvero la qualità della classe dirigente.

Mi rendo conto che far emergere in politica chi ha del valore è un’impresa che ha dell’impossibile, quando nei meccanismi di selezione prevalgono le cooptazioni, i portaborse, i professionisti delle preferenze, i furbi che si credono machiavellici e così via…

Eppure: è così scandaloso, al contrario, proporre di dedicare attenzione e considerazione, se non “quote”, a chi ha dimostrato di avere VALORE nella propria azione politica o sociale, godendo della stima e rispetto dei propri concittadini che hanno potuto valutarne la capacità di governo?

Al solito, il dibattito è aperto.

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PUBBLICO UN INTERESSANTE ARTICOLO TRATTO DAL SITO DE LA VOCE

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DOSSIER
VERO O FALSO NELLA CAMPAGNA ELETTORALE 2008*
Ritorna la campagna elettorale e ritornano a imperversare i politici in ogni trasmissione televisiva sciorinando dati che sovente, come abbiamo visto due anni fa , non sempre corrispondono a realtà. Ritorniamo dunque con la nostra rubrica "Vero o falso" in cui verifichiamo la veridicità delle affermazioni dei maggiori leader politici. Ai lettori chiediamo di aiutarci a fare i cani da guardia, segnalandoci i passaggi "sospetti" delle trasmissioni tv. Scrivete una email al seguente indirizzo: verofalso@lavoce.info (oggetto:Segnalazione), indicando la trasmissione, la data, il personaggio politico.
 
SALARI
“..nei 5 anni del nostro governo le retribuzioni, i salari si sono mantenuti sopra l’inflazione. La media dei 5 anni della crescita dei salari è stata del 3,1%, mentre l’inflazione è cresciuta del 2,1. Mentre negli ultimi due anni questo non è avvenuto…”(Berlusconi, Porta a Porta, martedì 12 Febbraio 2008)
La prima considerazione che appare opportuno fare in merito alla dichiarazione riguarda la distinzione che sarebbe stato necessario fare tra salari lordi e netti. Le due variabili nel corso del quinquennio considerato non hanno avuto lo stesso andamento. Un’ulteriore distinzione riguarda le retribuzioni lorde e le retribuzioni contrattuali. Dai dati ISTAT dei conti nazionali appare che nel periodo 2001- 2005 il tasso di variazione medio delle retribuzioni lorde è stato del 3,3% mentre le retribuzioni contrattuali in media sono cresciute di circa il 2,6%. Passando poi alle due misure in termini reali, considerando l’indice dei prezzi al consumo armonizzato europeo, le variazioni percentuale media delle retribuzioni lorde è dello 0,68% e di solo lo 0,11% per quelle contrattuali. L’affermazione appare quindi abbastanza attendibile per le retribuzioni di fatto anche selo slittamento salariale è ascrivibile anche alla contrattazione di secondo livello in un periodo di progressivo declino della produttività del lavoro. Negli ultimi due anni le retribuzioni lorde reali sono rimaste praticamente stabili e le retribuzioni contrattuali aumentate solo dell1%.
 
Retribuzioni lorde per ula a t.p.
Tassi di variazione annui delle retribuzioni lorde (in %)
Retribuzioni contrattuali per ula a t.p.
Tassi di variazione annui delle retribuzioni contrattuali (in %)
Prezzi al consumo indice armonizzato europeo
Retribuzioni lorde reali, tassi di variazione %
Retribuzioni contrattuali reali, tassi di variazione %
2000
20,862
 
17,908
 
 
 
 
2001
21,592
3.5
18,338
2.4
2.7
0.8
- 0.3
2002
22,147
2.6
18,704
2.0
2.6
- 0.0
- 0.6
2003
22,857
3.2
19,310
3.2
2.8
0.4
0.4
2004
23,643
3.4
19,904
3.1
2.3
1.1
0.8
2005
24,414
3.3
20,386
2.4
2.2
1.1
0.2
2006
25,092
2.8
21,293
4.4
2.2
0.6
2.2
2007*
25,490
1.6
21,782
2.3
2.0
- 0.4
0.3
Media 2001-2005
 
3.20
 
2.63
 
0.68
0.11
Media 2006-2007
 
2.2
 
3.35
 
0.1
1.25
Fonti: Istat, conti nazionali
* dato stimato sulla base del tasso di variazione dei primi tre trimestri
 
 
 
 
MERCATO DEL LAVORO
“…Grazie alla legge Biagi l’occupazione è cresciuta grazie alla creazione nei nostri 5 anni di 1.600.000 di posti di lavoro di cui 500.000 per le donne. La legge Biagi ha spiegato i suoi effetti negli anni successivi creando 600.000 posti nel 2006, 100.000 nel 2007 e oggi siamo scesi a 6.4% di disoccupazione” (Berlusconi, Porta a Porta, martedì 12 Febbraio 2008)
Dai dati ufficiali emerge che a settembre 2007, rispetto a settembre 2006, sono stati creati  416 mila posti di lavoro e che la disoccupazione è scesa al 5,6%, il dato più basso da 15 anni circa L’aumento del numero di occupati e la diminuzione del tasso di disoccupazione sono fenomeni in atto da circa 10 anni ed è praticamente impossibile stabilire il merito relativo ai diversi provvedimenti legislativi. La riforma del mercato del lavoro da cui dipende il miglioramento in atto ha riguardato i Governi sia  di centro – destra  sia di centro – sinistra. L‘insieme delle riforme del mercato del lavoro, dal pacchetto Treu del 1995, alle leggi del Part Time del 2000 e del contratto a termine del 2001, fino alla Legge 30 del 2003 sono state compiute da coalizioni di governo e da diversi schieramenti politici.
 
LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE
“…per quanto riguarda la lotta all’evasione fiscale del governo Prodi i risultati non sono stati di 40 miliardi di euro come detto ma di circa 2 miliardi….La lotta all’evasione avrà portato nelle casse dello stato 2 o 3 miliardi, non i 40 annunciati da Prodi…”(Berlusconi, Porta a Porta, martedì 12 Febbraio 2008)
I dati ufficiali apparsi lo scorso 22 Ottobre nella Relazione al Parlamento del Ministero dell’Economia e delle Finanze sui risultati della lotta all’evasione appaiono ben diversi da quelli citati da Silvio Berlusconi. Nella relazione si legge che: “La strategia di lotta all’evasione del governo ha dato ottimi risultati: tra il 2006 ed il 2007 sono stati recuperati al fisco circa €23 miliardi di maggiori entrate precedentemente non pagate e in buona parte legate ad un miglioramento della tax compliance dei cittadini, allo stesso tempo le entrate da ruoli e riscossioni coattive sono aumentate di oltre il 20 percento. In pratica, sembra essersi messo in moto un rilevante processo di emersione di base imponibile e gettito.”
La relazione del Ministro poggia su una serie di ipotesi ben precise, la frase di Berlusconi non è invece argomentata. Per smentire il documento ufficiale sarebbe servita una dimostrazione volta a smentire la validità delle ipotesi su cui il documento è basato.
 
RIFIUTI
“…in realtà le tonnellate ancora da togliere sono 1.000.000. Fino ad ora c’è stato un pessimo governo perché non si è introdotta la raccolta differenziata. Al Nord si differenzia il 50% in Campania il 10%…” (Berlusconi, Porta a Porta, martedì 12 Febbraio 2008)
L’affermazione appare eccessivamente ottimistica per il Nord e pessimistica per la Campania. Secondo il decimo rapporto dell’APAT presentato lo scorso 11 Febbraio, il Nord è sicuramente virtuoso rispetto alla differenziazione con una media del 39,9%, con una variazione incrementativa di 2 punti percentuali nell’ultimo biennio, ma resta ancora distante dal 50%. Il sud nel suo complesso ha raggiunto il 10%, con un incremento biennale dell’1,4%. La Campania invece parendo dal 10,3% ha raggiunto l’11,3%.(www.atap.org.it)
 
PRESSIONE FISCALE - PENSIONI
“…rivendico il primato che il mio governo è: stato l’unico dal 1968 in avanti a diminuire la pressione fiscale. Non come si era previsto nel contratto ma solo perché abbiamo incontrato una stagione economica molto difficile soprattutto dopo l’11 settembre. La crisi ha investito non solo l’america ma anche l’europa. Nonostante questo siamo riusciti a diminuire le tasse, a non mettere assolutamente le mani nelle tasche degli italiani, a aumentare le pensioni a 1.850.000 cittadini, aprire 106 cantieri di grandi opere.” (Berlusconi, Porta a Porta, martedì 12 Febbraio 2008)
Come già documentato sul nostro sito, per quanto riguarda la pressione fiscale considerando il periodo amministrativo del governo Berlusconi ed escludendo l’anno delle elezioni poiché è difficile attribuire i risultati a uno dei due schieramenti, risulta che nel periodo 2002-2005 la pressione fiscale è effettivamente diminuita dello 0,7% mentre nel periodo 1997-2000 si è mantenuta costante. Per un approfondimento si veda qui. Il dato sul numero dei pensionati che hanno beneficiato dell’aumento non appare invece corretto. Come già documentato degli oltre sei milioni di pensionati esistenti nel nostro paese nel 2001 che percepivano importi inferiori ai 516 euro mensili solo 1.600.000 hanno beneficiato dell’aumento deliberato dal Governo di centrodestra con la Finanziaria del 2002. Per un approfondimento si veda qui.
 
SPESA PUBBLICA
“..noi almeno per la spesa pubblica siamo riusciti a fare meglio dei governi precedenti” (Brlusconi, Porta a Porta, martedì 12 Febberaio 2008)
Come già documentato sul nostro sito, per quanto riguarda la spesa pubblica considerando i periodi 1997-2000 e 2002-2005 (l’esclusione dell’anno delle elezioni è dovuta al fatto che è difficile attribuire i risultati ai diversi schieramenti) si evidenzia che la spesa corrente primaria è diminuita dello 0.1% nel dal 1997 al 2000 mentre nel periodo successivo è aumentata del 2,3% Per un approfondimento si veda qui .
 
DEFICIT
“…il deficit con l’ultima finanziaria è arrivato al 2.6% rispetto alla previsione dell’1,4%” (Berlusconi, Porta a Porta, martedì 12 Febbraio 2008)
L’affermazione non è corretta.Senza legge finanziaria per il 2008, il deficit previsto per il 2008 sarebbe stato di 1,8%. Con la legge finanziaria 2008 il deficit previsto è salito al 2,2%. Risulta quindi sicuramente vero che la finanziari ha peggiorato il deficit del 2008, tuttavia la base di partenza era 1,8% e non 1,4% e la nuova stima si attesta sul 2,2%.
 
CONSUMI
“…Con la ricerca estrema di lotta all’evasione del governo prodi si è creato un’atmosfera che ha frenato i consumi, e siamo a un calo importante dei consumi, e di conseguenza ha frenato la produzione e gli investimenti. Il calo della produzione è stato addirittura di circa il 4% nel 2007. E addirittura su alcuni beni durevoli che sono indicativi dell’atmosfera generale come gli immobili il calo è stato dell’11% e per le automobili addirittura del 16% nell’inizio dell’anno” (Berlusconi, Porta a Porta, martedì 12 Febbraio 2008)
Secondo i recenti dati ISTAT dello scorso 11 Febbraio nel mese di dicembre 2007 l’indice della produzione industriale con base 2000=100 è risultato pari a 86,4 e ha registrato una diminuzione di quasi 4 punti percentuali rispetto a dicembre 2006 quando risultava pari a 90. Se tuttavia si considera la media dell’intero anno 2007 l’indice ha registrato un aumento dello 0,4% rispetto all’anno precedente. Sempre in dicembre è da segnalare una diminuzione tendenziale di 6,5 punti percentuali dell’indice della produzione corretto per i giorni lavorativi (i giorni lavorativi sono stati 19 contro i 18 di dicembre 2006). La media del 2007 dell’indice è di -0,2 per cento rispetto al 2006 (i giorni lavorativi sono stati 253 contro i 250 del 2006). L’indice della produzione destagionalizzato è invece calato dello 0,5 per cento rispetto a novembre 2007 risultando pari a 96,4. Per i beni durevoli l’indice nel confronto tra dicembre 2006 e dicembre 2007 registra variazioni negative dell’11% ma la media annuale è di meno 1,2%. L’analisi per settore di attività economica mostra che la industriale dei mezzi di trasporto ha subito invece un calo del 3.4% nel confronto tra dicembre 2006 e dicembre 2007.
 
COSTI DELLA POLITICA
“…a ogni cittadino tedesco l’apparato dello stato costa 3.300 euro, in Italia oggi siamo a 4.600  euro” (Berlusconi, Porta a Porta, martedì 12 Febbraio 2008)
Moltiplicando il costo pro-capite dell’apparato dello stato citato da Silvio Berlusconi (4.600 euro) per la popolazione Italiana al primo Gennaio 2007 (59.131.287) si ottiene un costo complessivo di circa 272 miliardi. Considerando che la spesa pubblica prevista per il 2007 era di 689 miliardi e la spesa corrente del 2006 di 589 miliardi di cui 163 miliardi per stipendi, 120 miliardi di acquisti, 253 miliardi per prestazioni sociali e 53 miliardi per la voce residuale altro appare difficile risalire a quale sia la voce aggregata sottostante la dichiarazione. L’unica voce che si avvicina alla cifra citata è la spesa pubblica totale prevista per consumo finale della pubblica amministrazione (definita come la somma dei consumi intermedi e dei redditi da lavoro) ma nel 2005. Tale spesa era di 287 miliardi.
 
OPERE PUBBLICHE
“…Abbiamo aperto 106 cantieri. I chilometri di strada aperti e terminati come lavori sono stati più di 1000 sotto il nostro governo” (Berlusconi, Porta a Porta, martedì 12 Febbraio 2008)
Lo scorso 2 Marzo 2007 l’Onorevole Silvio Berlusconi dichiarava in un discorso alla Camera: “Le grandi opere infrastrutturali - che in cinque anni di Governo stabile erano diventate il volano di un nuovo slancio nazionale… con 106 cantieri aperti, 1500 chilometri di strade iniziati e conclusi…” Sul sito http://www.governoberlusconi.it si legge invece “…Nei 70 cantieri aperti per le grandi opere lavorano oltre 450.000 addetti.” Dai dati ufficiali ISTAT sulle statistiche sui trasporti al momento disponibili emerge che la rete delle strade statali è lievemente aumentata mentre quella delle autostrade è diminuita.
 
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La sera successiva anche il candidato del Pd, Walter Veltroni ha partecipato alla trasmissione Porta a Porta. A differenza del suo contendente non si è soffermato sul passato, né ha sciorinato numeri e risultati positivi o negativi degli ultimi due governi, ma si è principalmente soffermato sui programmi futuri. Abbiamo trovato solo queste due affermazioni da sottoporre a verifica.
 
SALARI
“…Dal 2000 i salari dei cittadini di questo paese sono fermi”(Veltroni, Porta a Porta, mercoledì 13 Febbraio 2008)
Dai dati di Banca d’Italia sui redditi e la ricchezza delle famiglie italiane emerge che nel periodo 2000-2006 i redditi complessivi delle famiglie (non i soli salari) con capofamiglia un lavoratore dipendente sono cresciuti solo dello 0,3% in termini reali rispetto al 13.1% rispetto al 13,1% delle famiglie con a capo un lavoratore autonomo.
 
ENERGIA
“…Siamo il paese in Europa che ha meno fatto ricorso a energia alternativa…siamo deficitari rispetto alla Spagna e all’Europa in quanto a pannelli solari” ”(Veltroni, Porta a Porta, mercoledì 13 Febbraio 2008)
Per quanto riguarda l’utilizzo di energia alternativa e rinnovabile sul totale dei consumi di energia primaria secondo i dati dell’Unione Europea l’Italia è al 5,8% mentre la media EU è di 6,38%. Vedi qui

 

 
* a cura di Michela Braga

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Prendo spunto dalla mail di Andrea Causin per dire che……la stagione costituente del PD va avanti: in questi giorni si stanno costituendo i circoli in tutti i comuni d’Italia; sabato 16 si è riunito a Roma l’Assemblea Costituente Nazionale chiamata ad approvare lo Statuto , il Manifesto  e il Codice Etico del PD , mentre in settimana sono stati attivati e presentati i Forum Democratici.

 

I Forum saranno luoghi di confronto, di partecipazione e di ascolto: finalmente anche i cittadini potranno partecipare direttamente al dibattito tematico e contribuire all’elaborazione politica del PD.

 

I forum, guidati e moderati da personalità di spicco, sono infatti il luogo di massima apertura del Partito Democratico: vogliono diventare luogo di pensiero e di riflessione per scelte che guardano lontano, al Paese di domani, all’Italia che vogliamo.

 

I Forum attivati sono 59. Ve ne segnalo alcuni di sicuro interesse:

 

 

 

 Mente e cultura

 Fare la politica bene

 Famiglia, cura, politiche sociali

 I giovani e la conoscenza

 Giovani amministratori crescono

  Il capitale umano ed economia globale

 Impresa e competizione

 Sviluppo sostenibile

 La riforma delle istituzioni

 L’efficienza delle Amministrazioni pubbliche 

 Sicurezza ambientale

 

Vi chiedo di iscrivervi, partecipare e mettere in rete le vostre idee ed esperienze per contribuire a pensare a un’Italia nuova. Si può fare!

 

[5] commenti

 

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Da ieri sera il  Consiglio Comunale di Mira è più democratico: il presidente del consiglio ha dato lettura della volontà dei gruppi consiliari DS e Margherita di fondersi e di cambiare denominazione in Partito Democratico; d’altro canto, il capogruppo di Vivi Mira Marcato ha annunciato invece la trasformazione della denominazione del proprio gruppo in "Democratici per Mira".

Di queste modifiche, se la prima era del tutto prevedibile - ed anzi, vivamente attesa, dopo un qualche ritardo, a Mira, nell’iter burocratico che, in tutta Italia, sta portando alla fusione dei due partiti fondatori del Partito Democratico -, la seconda non ha mancato di suscitare sorpresa.


Più ampiamente, in questa fase di radicamento territoriale del nuovo PD la gente che, in questi giorni, legge la stampa si trova di nuovo coinvolta dal dilemma-Marcato, come se questi mesi post-elettorali fossero passati invano: il ritornello è il solito "entra nel PD e nella maggioranza guidata da Carpinetti?"  

In proposito, comunque, vorrei aggiungere anch’io il mio pensiero, senza scegliere la strada delle dichiarazioni alla stampa, che in questa fase politica, delicata anche a livello nazionale, rischiano di dividere più che unire, con l’effetto di disorientare il nostro elettorato e i nostri simpatizzanti che, al contrario, provengono dalla bella esperienza partecipativa delle primarie del 10 febbraio.

Marcato, dunque: i pro e i contro a tale ipotesi si sprecano, e l’opinione di tutti, in proposito, è rispettabile, in primis quella di chi si è contrapposto più duramente sulla sua candidatura, in particolare nell’ultimo anno.

Vorrei però partire da una premessa: è un dato di fatto che Marcato e molti dei suoi sostenitori sono già entrati a far parte del PD, essendo stati eletti proprio domenica scorsa alle primarie del PD aperte, per propria natura, a chiunque si riconosca nello statuto, manifesto e codice etico che, di qui a breve, le assemblee nazionali e regionali del nuovo partito approveranno.

Perché dunque molti continuano a dichiararsi ostili alla sua entrata nell’attuale maggioranza?

Credo che le risposte siano molteplici e voglio di seguito riportare alcune opinioni contrarie che in questo periodo ho raccolto (altre, magari, ne potrete aggiungere nei commenti a questo post):
 

  1. Marcato è stato antagonista (peraltro, sconfitto) di Carpinetti;

  2. Marcato è alla ricerca (legittimamente) di un ruolo politico e questa ambizione se realizzata minerebbe in     qualche modo gli attuali equilibri politici miresi consolidati;

  3. se Marcato voleva dimostrare disponibilità e disinteresse (se non umiltà…), mettendo la propria esperienza a disposizione del nuovo partito, non si sarebbe candidato in prima persona alle recenti primarie ma si sarebbe limitato a sostenere esponenti della propria area;

  4. non si va oltre al nodo-Marcato, nonostante sia stato superato dagli eventi e non sia più di stretta attualità, perché i dirigenti DS, che in gran parte sono tuttora protagonisti all’interno del PD, hanno tutto l’interesse che a Mira persistano divisioni, per poter continuare a comandare a distanza i referenti delle diverse fazioni ("divide et impera");

  5.  Marcato non perde occasione nel Consiglio Comunale, dalla minoranza, per "fare il professore" e cogliere ogni occasione per spiegare che quanto vien fatto dall’attuale maggioranza è sbagliato, o comunque deficitario o comunque tale da poter esser meglio realizzato;


Credo che in ognuna di queste riflessioni ci sia parte di verità ma anche, nel contempo, parte di pregiudizio e risentimento derivante da un passato ancor troppo recente. Credo anche però che la giunta Carpinetti - saldamente al governo e pienamente in grado di perseguire il proprio programma amministrativo - e la futura classe dirigente del PD Mirese - che va ben oltre il gruppo dirigente delle ex-correnti DS miresi- non possano avere, come è stato detto (p.e. qui  
e qui ), la "sindrome da specchietto retrovisore": c’è bisogno di visione e di una grande spinta all’innovazione, se si vuole essere in grado di governare con successo i processi politici e pianificare il futuro del nostro territorio.

La competenza, in un gruppo dirigente, certo non si inventa, ma se tra i volti nuovi e meno nuovi o, francamente, "vecchi" della politica mirese ci sarà, se non piena sintonia, almeno rispetto e collaborazione (prospettiva che, attualmente, sembra utopistica, ma pur sempre un approdo per cui vale la pena battersi, chiedendo magari a qualcuno un passo indietro e a qualcun altro di "deporre le armi"), forse le cose potrebbero migliorare e procedere verso un futuro che consenta di… smarcarsi dal solito, immutabile, ritornello.
 

[8] commenti

Il 3 novembre 2007, il generale-presidente Musharraf dichiarava uno stato di urgenza che in realtà è una legge marziale. Da allora sono stati arrestati, spesso torturati, migliaia di giuristi, giornalisti, difensori dei diritti umani. I media sono fortemente censurati. I giudici della corte suprema sono stati sostituiti da uomini ligi al governo. Ieri, giovedì 29 novembre ha rinunciato al suo posto di generale ed è ormai soltanto presidente. Ma poiché prima aveva trasferito il controllo dello stato d’urgenza da sé come generale a sé come presidente, la situazione cambia poco. Per ulteriori informazioni, vedi la pagina Pakistan Emergency 2007 di Global Voices Online che raccoglie anche, via RSS feed, le notizie date dalla società civile pakistanese via blog, sms, flickr, twitter. Lo stato d’urgenza non è stato una sorpresa completa. Se i media erano apparentemente liberi di criticare il governo prima, gli opponenti, i giornalisti, ma anche semplici cittadini venivano sequestrati, torturati, a volte ammazzati. Tra marzo e luglio - non si sa la data esatta - è stato girato il documentario Missing in Pakistan, con interviste a vittime, ai loro congiunti, a rappresentanti di organizzazioni di difesa dei diritti umani - ma anche al ministro della giustizia e [sic] dei diritti umani, al ministro degli interni e alla portavoce del ministero degli esterni. Dal 21 novembre, circa, circola via web, e viene promosso dalla società civile pakistanese tramite mailing-list, SMS, semplici e-mail. È in corso la preparazione di una versione sottotitolata in più lingue, fatta da volontari. [Fonte del testo: Claude Almansi Videoblog] Condividi questo video sottotitolato multilingue nel tuo blog!

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Oggi sono molto felice di comunicarvi che Paolo Dalla Bella (foto sopra) è stato eletto con circa 264 voti all’assemblea provinciale del PD e Nico Narsi (foto sotto) all’assemblea comunale di Mira con oltre 100 voti (terzo degli eletti).
E’ un grandissimo risultato reso possibile grazie all’impegno di tante persone che hanno voluto premiare la voglia di novità e di rinnovamento nello spirito proprio del PD: non una somma di due partiti ma una nuova formazione con innesti nuovi.
In questo senso Paolo e Nico sono stati purtroppo due mosche bianche….
Speriamo ora che al più presto si cominci a lavorare: la gente vuole risposte chiare e concrete.
Allora in bocca al lupo a Paolo e Nico e speriamo che non restino delusi da questa nuova avventura….mi sentirei in colpa.

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Come molti di voi già sapranno – anche se, in verità, non si tratta di un appuntamento politico molto pubblicizzato, sui tradizionali media – la vasta platea dei simpatizzanti e sostenitori del costituendo Partito Democratico è chiamata nuovamente alle urne, domenica 10 febbraio (come ricorderete, lo scorso 14 Ottobre, solo nel mirese si superarono i 2.500 partecipanti: un successo difficile da eguagliare, visto che mediamente la partecipazione si sta attestando al 30% - in tutta Italia sono previsti 1.200.000 votanti), per la designazione dei coordinamenti di circolo (a Mira, ben 9: Oriago, Piazza Mercato, Malcontenta, Dogaletto, Borbiago, Marano, Mira Porte, Mira Taglio e Gambarare-P.zza Vecchia), del coordinamento comunale (dai 40 membri in su, in aggiunta a quanti presenti di diritto perché già con ruoli politici elettivi nelle fila di DS e Margherita in ambito comunale) e dei membri supplementari del coordinamento provinciale, che si andranno ad aggiungere a quanti già presenti perché eletti alle Primarie del 14 Ottobre scorso oppure perché già membri di diritto.
Scatta, insomma, la fase di “radicamento territoriale”, in cui, capillarmente, il nuovo partito inaugura, per così dire, i nuovi luoghi in cui si farà politica e, nel contempo, seleziona i volti e le personalità che lo rappresenteranno nel territorio: è una sorta di “taglio del nastro” a livello comunale che, a Mira, arriva in piena coincidenza con la nascita del gruppo unico del PD in Consiglio Comunale.
Ancora una volta è bene precisare alcune cose essenziali:

1- partecipare alla votazione NON equivale ad un’iscrizione al PD. Si riceverà solamente un attestato di “fondatore”, non una tessera (ed infatti, i due euro richiesti servono esclusivamente a coprire le spese per l’organizzazione di queste ulteriori primarie locali);

2- potranno partecipare al voto anche coloro che, per i motivi più svariati, non hanno potuto esprimersi il 14 ottobre scorso, semplicemente versando un euro supplementare;

3- sarà possibile votare la domenica dalle 10 alle 19 circa (in una prima fase ca 8.30 – 10 saranno presentate, in ciascun circolo, le candidature per il coordinamento; seguirà dalla 10 un dibattito e discussione, di almeno un’ora, e a partire dalle 11 sino alle 19 saranno aperti i seggi per le votazioni dei 3 coordinamenti –di circolo, comunale e provinciale);

4- si cercherà di predisporre i seggi di voto nel modo più capillare possibile: a BORBIAGO nel Centro Civico di Via Botte, a DOGALETTO nell’ex sede DS di via Bastie, a MALCONTENTA all’ex consiglio di quartiere di via dell’Erba, a MARANO nel Centro Civico Via Caltana, a MIRA TAGLIO e MIRA PORTE nella Casa dell’Associazionismo di via Toti, a PIAZZA MERCATO nell’ex sede DS ora Circolo “El Burcio” di via Risorgimento, 16, ad ORIAGO –causa indisponibilità del Centro Anziani di Via Lago di Misurina- nella sede dell’ex biblioteca comunale di Borgo Matteotti ed infine, a GAMBARARE – PIAZZA VECCHIA nel Centro Anziani di Porto Menai, 2;

5-le schede elettorali saranno 3: una gialla (Circolo) una azzurra (Comunale) ed una verde (Provinciale). Il voto avviene mediante preferenza, scrivendo cognome e nome del candidato sull’apposito spazio. Si tratta di candidature individuali: niente più liste, come nelle precedenti primarie (le 3 di Veltroni, più quelle in appoggio di Letta e Bindi): troverete gli elenchi con i nominativi dei candidati appesi al di fuori di ogni sede di seggio. Appena possibile, farò in modo di farvi sapere, anticipatamente, sempre su questo spazio, le candidature provinciali e comunali (la scadenza per la presentazione è domani), mentre per quelle di circolo ci sarà tempo di presentarle sino ad un’ora prima del voto, domenica 10 stessa.
Colgo fin d’ora, però, l’occasione per esprimere, anche in questa sede, pubblicamente il mio sostegno a due candidature giovani, quelle di Paolo Dalla Bella per il Coordinamento Provinciale e quella di Nico Narsi per il Coord. Comunale. Entrambi di Oriago, trentacinquenni, non hanno esperienze politiche pregresse e non provengono né dalle fila dei Ds né della Margherita ma – come si suole dire – fanno parte della società civile: Paolo, infatti, opera da tempo nel mondo della cooperazione, mentre Nico in quello dell’associazionismo ed entrambi, in questi mesi, hanno animato il Comitato 14 Ottobre per il PD mirese, profondendo impegno ed energie perché il nuovo partito, anche a Mira e nel veneziano, diventi molto di più di una fusione tra le due precedenti formazioni politiche di DS e Margherita. Ritengo infatti che il nuovo PD possa risultare arricchito non solo dall’esperienza di chi si presenterà al voto di domenica 10 forte della credibilità e consenso accumulati in questi anni di militanza politica in seno ai due partiti fondatori, ma anche – e, in questa fase, direi: soprattutto – da parte di chi potrà portare, come Paolo e Nico, idee e prassi nuove, avvalendosi delle competenze ed esperienze maturate nei rispettivi campi, in cui già rivestono incarichi di responsabilità (tra le altre cose, Paolo Dalla Bella è presidente della coop. soc. onlus Socio Culturale mentre Nico Narsi è presidente della Consulta Pubblica Istruzione e Cultura, espressione dell’associazionismo mirese).

6- Che altro dire, se non: partecipate numerosi, il vostro voto conta e la vostra opinione sarà ascoltata? Ricordate, infine, che è possibile votare fin dai 16 anni d’età, semplicemente esibendo la carta d’identità, recandosi presso il proprio seggio di riferimento in base alla residenza (saranno a disposizione, comunque, gli elenchi tratti dalle liste elettorali per orientare chi si trovasse in difficoltà a reperire il proprio seggio). Altra cosa importante, su cui sono lieto di concludere questo lungo post: la rappresentanza femminile in tutti gli organi è esplicitamente garantita su base paritaria del 50%, indipendentemente dagli esiti del voto. Quest’ultima, a mio avviso, è una grande opportunità che non dovrebbe andar sprecata ed un forte segnale con cui il nuovo partito sta dicendo a tutte voi, elettrici attive o passive che in questo momento mi state leggendo: “C’è bisogno di voi, c’è posto anche per voi”!

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