Archive for maggio, 2008

Ieri sera guardando lo “speciale” che blob ha dedicato alla Carfagna mi è venuta una profonda tristezza. Non tanto per la visione delle stessa ministra, ma per quello che sempre più spesso verifico nella mia esperienza politica, lavorativa….
La mancanza del concetto valore.
Assistiamo sempre più spesso, complici i media, a storie di persone che improvvisamente diventano importanti, non solo per l’incarico che ricoprono, ma anche per la ricaduta che tale incarico implica per il sistema: politici , manager, medici, dirigenti, promossi grazie alle amicizie e alla convenienza dei vari leader.
Ecco allora che non possiamo meravigliarci se i giovani hanno meno voglia di studiare e di impegnarsi quando il modello di riferimento è questo.
In proposito mi ha colpito un’affermazione che ha fatto Travaglio da Fazio nella trasmissione “Che tempo che fa”: “se ipolitici che governano sono stati in molti casi rinviati a giudizio, o hanno pendenze con la giustizia, non meravigliamoci se poi le cosa vanno male nel paese, c’è un nesso tra i due fenomeni.”
Ecco allora che ognuno di noi vorrebbe una via breve al successo, magari aspettando che all’uscita dal cancello di Arcore il capo si accorga di noi e, mosso da profonda improvvisa simpatia, ci dia l’incarico di scrivere le sue memorie per darle alle stampe.
O che ancora, il Walter nazionale, mosso da un irrefrenabile desiderio di attirare l’attenzione dei media, davanti alla nostra affermazione di non capire niente di politica, decida di candidarci per la Camera dei Deputati come capolista alle elezioni.

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Di seguito una lettera che assieme a Roberto Turetta (foto sopra) abbiamo mandato ai giornali in questi giorni

 
Venezia come capitale culturale per il 2019: un obiettivo di lungo termine,per un decennio di progettualità condivisa Le tappe. Entro il 2013 le candidature dovranno essere presentate da parte italiana: già a fine 2012 sarà emanato il bando da parte del governo, con il vaglio dei diversi progetti ad opera di una giuria mista europea e italiana, che designerà la città destinata a far da “capitale europea” entro fine 2014.Venezia “capitale europea della cultura” per il 2019? Per rotazione tra stati comunitari, infatti, questa sarà la scadenza più prossima in cui, perla quarta volta, una città italiana (in coppia, nell’occasione, con una bulgara) si potrà fregiare dell’ambito titolo. Una cosa è certa: gli aspiranti italiani fin d’ora non mancano, pertanto i necessari passi di avvicinamento all’appuntamento di città regina della cultura europea sono da intraprendersi fin da oggi, facendo sistema, a livello di comune e di territorio, in vista di una candidatura forte e condivisa - ove possibile,bipartisan, come sembra stia positivamente succedendo finalmente per il quadrante di Tessera - .
In quest’ottica Venezia 2019 può costituire una valida parola d’ordine per il prossimo decennio, perché non è di ulteriori indiscriminati flussi turistici provenienti dall’Europa che la città ha bisogno, semmai di un piano culturale integrato di lunga scadenza: oltre al prestigio di una ribalta annuale europea, infatti, non sono da trascurare gli ingenti finanziamenti e investimenti che quest’iniziativa comunitaria  in misura via via sempre maggiore a partire da quando, nel 1985, Melina Mercuri la ideò -, non ha mai mancato di attrarre (il riferimento è alle recenti esperienze di Bologna 2000 e Genova 2004: buone prassi di cui si dovrà saper far tesoro).Ed in effetti, da sempre, l’occasione della ribalta europea nel campo della cultura è stata colta dalla città e dall’area metropolitana di volta involta ospitante per stimolare processi di innovazione e progettazione -dalla viabilità alle infrastrutture, dal panorama urbano ai luoghi e spazi della produzione ed esposizione artistica e culturale -, con ricadute positive sul tessuto sociale e sull’indotto economico: insomma, un’occasione per plasmare il volto della Venezia del futuro.
Venezia, del resto, è città di caratura europea a tutto tondo, per motivi storici, artistici, culturali, geografici: inutile indugiare nell’illustrazione dei titoli di merito per la vetrina del 2019; conterà,piuttosto, saper partorire un progetto di qualità, innervato da una visione davvero contemporanea e condivisa, attraverso lo sforzo congiunto delle più svariate professionalità e attraverso una sinergia tra forze politiche,economiche e attori culturali. E’ sulla base, infatti, di una proposta culturale di respiro annuale che si verrà valutati, non tanto in termini di pedigree (seppure tradizione culturale e patrimonio storico-artistico saranno ovviamente due atouts da valorizzare da parte di una città quale Venezia): una programmazione che dovrà essere di respiro europeo, mirata ad un pieno coinvolgimento della cittadinanza. L’obiettivo del programma europeo - non lo si dimentichi – è proprio“valorizzare la ricchezza, la diversità e le caratteristiche comuni delle culture europee e contribuire a migliorare la comprensione reciproca tra i cittadini europei”, attraverso la promozione della “cooperazione tra operatori culturali, artisti e città degli Stati membri interessati e di altri Stati membri in qualsiasi settore culturale” e attraverso il coinvolgimento dell’intero corpo sociale, mediante un “progetto sostenibile”che costituisca “parte integrante dello sviluppo culturale e sociale a lungo termine della città”.
Del resto in città chi si può mettere in gioco non manca: dalla società civile al mondo accademico, dalle fondazioni bancarie alle istituzioni religiose, dal mondo dell’industria a quello delle corporazioni, dalle istituzioni culturali – e a Venezia ce ne sono di rilevanza ineguagliabile - alle realtà associazionistiche, il Comune di Venezia potrà contare su validi interlocutori e partner nel processo di elaborazione di una programmazione annuale ispirata a questo grande evento europeo. Costruire una rete – capofila il comune di Venezia – tra tutti i comuni del Veneziano da coinvolgere nella programmazione di un’intera annata di manifestazioni, mostre, eventi diffusi, e redigere quanto prima una mappatura delle disponibilità ed iniziative da mettere in campo sull’intero territorio: questi i primi passi, da mettere in opera al più presto nel corso del 2008, ponendo le basi per un’impresa comune pluriennale di studio,riflessione e progettazione. E’necessario, in questa fase, che il Comune di Venezia sappia essere il motore di un coinvolgimento dell’intero panorama provinciale, in funzione di un articolato progetto che si snodi tra città e terraferma, che sappia muovere dalle prestigiose istituzioni di cultura del capoluogo fino a ricomprendere l’intero territorio circonvicino, da Mestre-Marghera alla Riviera del Brenta, dalle “terre del Tiepolo” alla Venezia orientale: sarà il caso di ricordare, in proposito, che la proposta "Venezia Capitale d’Europa 2019” lanciata ormai più di un anno fa dalla Provincia di Venezia,attraverso una delibera congiunta degli assessorati alla cultura,educazione, turismo e attività produttive, merita di essere fin d’ora ripresa e rilanciata con forza - attraverso comitati promotori o associazioni ad hoc, poco importa, purché a livello politico si ritorni a prendere l’iniziativa: il futuro non aspetta.
 
Roberto Turetta e Massimo Zuin
Partito Democratico Venezia

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OGGI SULLA NUOVA ESCE UNA MIA DICHIARAZIONE CHE NON HO MAI FATTO SU TAM TAM.

ECCO INVECE IL COMUNICATO CHE FA CESSARE LE SPERANZE PER L’EDIZIONE 2008.

PER I COMMENTI VEDETE QUI

Il Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo 2008 non si terrà.

Non avremmo voluto mai vivere un momento come questo.
Un forte dolore ci opprime.
Una sensazione di sconforto, impotenza, rabbia, frustrazione, sconfitta si è impadronita del nostro cuore, della nostra anima.
L’energia che da voi ci era giunta nell’incontro di ieri ci aveva ricaricato, ci aveva dato la spinta supplementare a non lasciare nulla di intentato.
Ma, purtroppo, il bilancio invade la parte rossa del grafico, regalandoci una sensazione di pericolo che, già da giorni, ci ha tolto il sonno e l’appetito: può sembrare eccessivo tutto questo ma è, principalmente, la passione a spingerci nella realizzazione del Tam Tam.
Ma non è possibile fare affidamento solo sulla passione, quando i numeri, le situazioni non si accordano sulla nostra stessa lunghezza d’onda: non possiamo permetterci di affrontare nemmeno un giorno di festival sapendo di partire già con un debito sulle spalle… il rischio, lo sappiamo, fa parte di questo tipo di attività, si chiama “rischio d’impresa”, ma il rischio lo si affronta avendo almeno una qualche specie di paracadute.
Questo paracadute non ce l’abbiamo.
E tutto questo senza mettere in conto le bizze del clima che, in generale, non è mai stato troppo generoso con noi.
La passione, in passato, ci aveva fatto scegliere in maniera diversa, ma ancora aperte e dolorose sono le ferite che ciò ha lasciato in noi: questa volta dobbiamo metterla in secondo piano, perché, data l’esperienza maturata, non è una buona consigliera.
Il delicato equilibrio su cui, in tutti questi anni, poggiava il Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo, per qualche motivo, adesso si è spezzato. Cercarne le cause sarà qualcosa che rimandiamo a un secondo momento.
Adesso, in questo preciso momento, riusciamo solo a sentire il dolore di questo stop.
C’è un vuoto in noi, ci sarà un vuoto a Mira, per la seconda estate.
Ci sentiamo impotenti, nonostante tutto il lavoro che abbiamo profuso per riuscire a onorare la parola data, un anno fa, durante la “Festa Protesta” proprio al Parco Valmarana.
Vogliamo ringraziare ognuno di voi per tutto il lavoro, per tutta l’energia e la passione che avete profuso con le vostre associazioni per poter essere pronti all’inizio della manifestazione: il nostro intento è sempre stato quello di far diventare il Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo principalmente un luogo in cui ogni singola Associazione potesse esprimere la propria anima e, proprio grazie a voi, questo è diventato realtà.
Se lo riterrete opportuno, fateci sapere se volete incontrarci e parlarne insieme…
Ringraziamo l’Assessore alla Cultura Davide Meggiato e tutta la Giunta Comunale per tutto ciò che hanno fatto, pensato, inventato per riuscire a mettere in piedi quest’evento che era uno degli impegni presi ancora in campagna elettorale.
Vogliamo ringraziare il dott. Daniele Campalto, il dott. Giuseppe Bovo e tutto personale del Comune di Mira per la pazienza e per la puntualità dei loro consigli.
Ringraziamo Veritas e in maniera particolare Roberto Bacco per il supporto e per gli sforzi.
Ringraziamo il dott. Andrea Vicentini e Coop Adriatica e il dott. Carlo Pagan del Casinò di Venezia.
Infine un grosso grazie a Massimo Zuin per i preziosi consigli e il lavoro per assicurarci il contributo della Provincia di Venezia.
 
Un saluto, vorremmo fosse un arrivederci, ma in questo momento fatichiamo a vedere l’uscita da questo tunnel di sofferenza in cui siamo stati inghiottiti.
 
L’Associazione Culturale Srazz

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All’inizio della mia esperienza amministrativa ho avuto l’occasione di essere nominato nel Consiglio di Amministrazione dell’allora acquedotto del mirese. E’ stata senza dubbio una esperienza molto interessante. Una delle cose che mal sopportavo nelle relazioni del direttore era riferita alle perdite d’acqua delle condotte. Si tratta senza dubbio di un fenomeno fisiologico, ma quando ti rendi conto che un terzo dell’acqua pompata viene dispersa nel terreno ti poni delle domande. Viene fatto tutto il possibile per evitarlo? Certo che no, investire per dei tubi sotto terra non porta voti e quindi spesso non è nelle priorità degli amministratori pubblici. Per non parlare dei fiumi d’acqua imbottigliate dalle varie imprese del settore: un bene pubblico che arricchisce poche persone.
Ricordo ancora quando un vecchio operaio mi spiegò che l’acqua di falda che veniva utilizzata per raffreddare le bottiglie in plastica dalla San Benedetto veniva gettata nel canale adiacente perché era più conveniente che realizzare un impianto di raffreddamento.
Sul sito delle Regioni è pubblicato un interessante pezzo sull’argomento, che analizza i dati Istat:
 
Acqua: solo il 70 per cento raggiunge il rubinetto
Più efficienti Bolzano, Liguria e Lombardia
 
(regioni.it) Appena il 70% (esattamente il 69,9%)  dell’acqua immessa in rete nel 2005 e’ stato effettivamente  erogato agli utenti finali. Il dato e’ contenuto nelle ”100 “Statistiche per il Paese” dell’Istat. (cfr. “regioni.it” n.1139). Tra le regioni più efficienti si registrano quelle del Nord, in particolare la  provincia di Bolzano (86%), la Liguria (80,9%) e la Lombardia (78%). Tutte, eccetto il Friuli-Venezia Giulia (al 66,5%), si collocano nelle classi più alte, con valori percentuali che in molti casi superano, già nel 2005, il valore target fissato per le regioni del Mezzogiorno (che avranno l’obbligo di raggiungere  il 75% entro il 2013). Le regioni del Centro si trovano  anch’esse in una situazione abbastanza soddisfacente, eccetto il  Lazio (66,8%), anche se nel complesso la ripartizione si attesta  poco al di sotto del 70%.
Le regioni del Mezzogiorno, invece, si discostano ancora sensibilmente dal raggiungimento dell’obiettivo: nel complesso si attestano a circa il 63 per cento. Valori superiori alla media, ma ancora al di sotto del valore target, caratterizzano la Calabria (70,7%), la Sicilia (68,7%), la Basilicata (66,1%) e la Campania (63,2%). Di contro le regioni più distanti dal raggiungimento dell’obiettivo sono Abruzzo, Puglia e Sardegna; La Puglia in assoluto e’ quella che presenta il valore piu’ basso (53,7 per cento nel 2005). Da segnalare inoltre che il confronto con i livelli del 1999 mostra un generale peggioramento, ad eccezione di poche realtà regionali: Valle d’Aosta, province autonome di Trento e Bolzano, Veneto, Puglia e Sicilia. La percentuale di acqua erogata sul totale dell’acqua immessa nelle reti di distribuzione comunale - sottolinea l’Istat - quantifica l’efficienza della rete di distribuzione in base ai flussi di acqua potabile destinata ai consumi, anche se computa tra le perdite la componente destinata agli usi pubblici. E’ un indicatore introdotto solo di recente a livello nazionale e fa parte del set di indicatori per gli obiettivi di servizio previsti nel Quadro Strategico Nazionale per le
politiche di sviluppo regionale 2007-2013. Sebbene l’Italia abbia un patrimonio idrico notevole grazie alla presenza di numerosi bacini di approvvigionamento sia sotterranei sia superficiali - rileva infine l’istituto di statistica -, in alcune regioni si presenta ancora una carenza d’acqua destinata al consumo umano, molto spesso imputabile anche al cattivo funzionamento della rete di approvvigionamento e di distribuzione.

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Non sarà facile rialzarsi dopo questa sconfitta elettorale….mentre Berlusconi annuncia i nomi dei ministri del suo governo, non può non essere rilevata l’attenzione (se vogliamo necessaria) verso il nord ed in particolare per il Veneto, rispetto alle scelte fatte dai governi di centro sinistra, con la nomina di ben tre ministri provenienti da questa regione.

E mentre nel PD continuano le discussioni informali sull’analisi del voto (il coordinamento provinciale è stato convocato lunedì 12 a Favaro, mentre quello comunale di Venezia deve ancora essere costituito !!!!), il paese va avanti nell’illusione che arriverà l’esenzione dell’ici, ci sarà maggiore occupazione, cresceranno i salari, le scuole ei servizi saranno migliori ecc. ecc.
Credo che alla fine di tanti discorsi la mia analisi sul voto possa riassumersi così: tutti sanno che le cose devono cambiare ma nessuno vuole rinunciare a niente, le riforme si devono fare ma devono toccare tutto quello che va al di fuori del proprio ambito.
Ecco allora che tra il sogno berlusconiano e la autoreferenzialità della sinistra l’elettore medio ha scelto la prima. Della serie: se mi tocchi i soldi e la sicurezza voto a destra.
Ovvio che questa analisi è semplificata al massimo. Aggiungiamo in più che dove amministriamo lo facciamo spesso male: litigando, facendo privilegiare gli equilibri interni ai partiti e non le professionalità e il peso elettorale….
Penso che ci sia una sola cosa che può riportare ordine nel PD: il consenso.
Decide e risponde chi ha i voti….
Abbiamo fatto le primarie, le primariette, le consultazioni e poi??? In lista ci sono andati gli amici dei capi, divisi per correnti. Non si costruisce così la fiducia degli elettori.
Molti mi dicono che anche con candidati diversi le cose non sarebbero cambiate: sarà,…..ma almeno avremmo avuto l’illusione di scegliere.
E’ inutile che adesso cerchiamo di scimmiottare i leghisti come fa il vicesindaco Vianello rincorrendo i venditori di borsette: il consenso dobbiamo chiederlo sull’efficienza della pubblica amministrazione, sulla ridistribuzione del reddito, sui temi della cultura, sul sostegno ai più deboli.
Altro che amministratori di strade nominati dalla sinistra (cioè anche da me in quota parte) che si dividono centinaia di migliaia di euro di premi all’anno e non hanno nemmeno il consenso nel comune dove vivono.
Le provinciali sono alle porte: serve uno scossone se non vogliamo perdere anche questa partita che, con i voti di oggi, sarebbe già persa.
 
PS. Vi allego la foto fatta con l’architetto Portoghesi che ha relazionato lunedì sera al primo incontro della Rassegna “Come io vedo il mondo” a Oriago. Il prossimo appuntamento con la rassegna è per mercoledì 14 alle 21 con l’Architetto Peluffo di Genova autore, tra l’altro, del progetto del nuovo Palazzo del cinema del Lido.

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 COMUNE DI MIRA
ISTITUZIONE COMUNALE “MIRA INNOVAZIONE”
Biblioteche comunali 
INTERCETTAZIONI
le vibrazioni del presente
incontri con gli autori e i libri 
L’Istituzione comunale “Mira innovazione” e le Biblioteche Comunali propongono una nuova edizione di “Intercettazioni: le vibrazioni del presente”, cinque appuntamenti con autrici e scrittori.
La rassegna offre alla cittadinanza l’occasione per conoscere autori emergenti o già affermati attraverso la presentazione delle loro opere. Giuseppe Fort inaugura la rassegna il 6 maggio, seguiranno la nota psicoterapeuta Maria Rita Parsi l’8, Roberta Sorgato il 15, Elisabetta Bilei il 22; Adriano Favaro e Carolina Pupo chiuderanno la rassegna il 29 maggio.
La rassegna si terrà presso l’Auditorium della Biblioteca comunale di Oriago, ex Cinema Italia. 
6 maggio ore 18
GIUSEPPE FORT
"Storia veneziana del ‘300" (Helvetia)
letture di Salvatore Esposito
presentazione di Gianfranco Bettin
introduzione di Paolo Leoncini 
8 maggio ore 21
MARIA RITA PARSI
"Single per sempre" (A. Mondadori) 
15 maggio ore 21
ROBERTA SORGATO
"La casa del padre" (Canova)
letture di Anna Tringali
presentazione di Silvio Oliva 
22 maggio ore 18
ELISABETTA BILEI
"Nata con i piedi nel sangue" (Marlin) 
29 maggio ore 18
ADRIANO FAVARO
CAROLINA PUPO
"Isabella Teotochi Albrizzi" (Gaspari)
"Villa Albrizzi Franchetti, un viaggio tra storia, arte e cultura" (Tintoretto)
 
Auditorium della Biblioteca comunale c/o Ex Cinema Italia
Via Venezia 171/172 Oriago di Mira – ingresso libero
Info 041/5628371 – 041/4265787 - bibliomira@libero.itbiblioriago@libero.it 
 
6 maggio ore 18
GIUSEPPE FORT
"Storia veneziana del ‘300" (Helvetia)
letture di Salvatore Esposito
presentazione di Gianfranco Bettin
introduzione di Paolo Leoncini
 
Nella notte del 15 giugno 1310 sotto una pioggia battente due colonne di congiurati guidate da Baiamonte Tiepolo e da Marco Querini si diressero verso il Palazzo del Governo e sul brolo di San Marco furono affrontate dalle milizie del doge Gradenigo. I rivoltosi si ispiravano apparentemente alle vecchie libertà comunali contro la serrata del Maggior Consiglio, che aveva legalizzato l’esclusivo diritto delle trecento più ricche famiglie di Venezia di accedere alle massime cariche della Repubblica. Ma alla base della congiura c’è da una parte il desiderio di un ritorno ad un passato ormai superato dalle nuove tecnologie, le nuove forme di organizzazione economica e la concentrazione dei capitali, e dall’altra il sogno utopico della realizzazione di una società organizzata secondo il Vangelo.
 
8 maggio ore 21
MARIA RITA PARSI
"Single per sempre" (A. Mondadori) 
Una nuova figura si è affacciata nel panorama femminile del terzo millennio: le "single per sempre". Donne che hanno rinunciato alla presenza fissa di un uomo nella loro vita. Che non si fanno illusioni sul maschile, non si aspettano protezione per sé o per la prole, non sperano nel mantenimento economico né nella gratificazione sentimentale garantita da un marito. Che non hanno fantasie amorose su un improbabile principe azzurro. Che non credono neanche più al principe azzurro, ma organizzano la loro vita (e quella dei loro figli) intorno al concetto che l’uomo è "un accessorio": utile e piacevole, a volte, ma alla lunga seccante, fastidioso, limitante e spesso addirittura nocivo. Qualcosa di cui si può, e spesso anzi è meglio, fare a meno. Come si è arrivati a scelte esistenziali così drastiche? Quali percorsi psicologici, quanta rabbia, o frustrazione, o delusioni, spingono le donne di oggi a un’esistenza in cui il maschio è sempre meno fondamentale? Maria Rita Parsi analizza il fenomeno e lo illustra attraverso dieci storie esemplari di donne tutte single-per-scelta.
 
15 maggio ore 21
ROBERTA SORGATO
"La casa del padre" (Canova)
letture di Anna Tringali
presentazione di Silvio Oliva 
La tranquillità di una vita normale turbata da una sconvolgente rivelazione. Un incontro, destinato ad evolvere in amore perfetto, che si trasforma nella più cocente delle delusioni. E’ la storia di Eva che diventa storia di tutti. Uomini e donne incalzati da problemi comuni: i rapporti interpersonali a volte difficili, il lavoro, la malattia, il disagio giovanile, la diversità, l’emarginazione, la solitudine dell’individuo. Ma ne "La casa del padre" la vita contemporanea si fonde con la riscoperta dei valori della tradizione. Attraverso le voci dei ricordi e le parole delle "Sentinelle di pietra", rivive un Veneto contadino e proletario con lo sguardo rivolto al recente miracolo economico e il cuore legato a riti, tradizioni, personaggi, situazioni che abbracciano la nostra terra, dalle Alpi alle spiagge dell’Adriatico, lungo la grava del Piave…
 
22 maggio ore 18
ELISABETTA BILEI
"Nata con i piedi nel sangue" (Marlin) 
Elisabetta Bilei (Mestre, 1986), appassionata di musica, scrittura, pittura e teatro, ha pubblicato nel 2005 il suo primo romanzo breve, "Caffè, valeriana, vomito, sigaretta". Rannicchiata nel grembo materno, giorno dopo giorno, una figlia osserva il mondo come da un periscopio. Scruta all’orizzonte le persone, le cose, gli affetti che di lì a poco faranno parte della sua vita; capta gioie, trepidazioni, tristezze che la attraversano; perlustra gesti e abitudini quotidiane all’apparenza insignificanti. Claudia e Francesco non sanno ancora che è una bambina, sanno solo che hanno desiderato un figlio con tutto il cuore, che hanno fatto di tutto per averlo e che adesso l’hanno concepito. Ma l’evento tanto atteso porta con sé emozioni e turbamenti inaspettati, imprevedibili. Lo sguardo della piccola esplora e annota tutto in un diario di bordo fluido, intenso, ricco di dettagli di vita vissuta: la passione dei genitori, la gioia dell’annuncio, le nausee, le ecografie, gli sbalzi ormonali, fino al doloroso epilogo a cui allude il titolo del libro.
 
29 maggio ore 18
ADRIANO FAVARO
CAROLINA PUPO
"Isabella Teotochi Albrizzi" (Gaspari)
"Villa Albrizzi Franchetti, un viaggio tra storia, arte e cultura" (Tintoretto) 
La "divina" Isabella Teotochi (1760-1836) tenne uno dei salotti più famosi d’Europa, luogo d’incontro di viaggiatori, avventurieri, eruditi, artisti, scienziati, seduttori di professione, militari di carriera, principi d’Europa. E’ in questa libera accademia mondana che domina l’eloquio di una Isabella bellissima, amata, desiderata, apprezzata da molti dei bei nomi della letteratura dell’epoca, da Foscolo, Pindemonte, Byron, Chateaubriand, Walter Scott, Canova e tanti altri uomini illustri che in quell’epoca tra illuminismo e romanticismo ebbero la ventura di frequentarla. " In quest’opera viene ripercorsa e ricostruita l’intera vita di Isabella. Segue una attenta ricostruzione della storia di Villa Albrizzi-Franchetti, dallo splendido parco secolare, vera "perla del Terraglio".
 
INTERCETTAZIONI
le vibrazioni del presente
incontri con gli autori e i libri 
Auditorium della Biblioteca comunale c/o Ex Cinema Italia
Via Venezia 171/172 Oriago di Mira – ingresso libero
Info 041/5628371 – 041/4265787 - bibliomira@libero.itbiblioriago@libero.it

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