Archive for luglio, 2008

Contro i PerpetuiIl Gazzettino, venerdì 25 luglio 2008

LA POLEMICA

«Basta con i soliti "perpetui" Vanni e Morandina, al Pd servono energie fresche»

 

(al.va.) Il Partito democratico ha bisogno di «energie fresche» e non dei «soliti "perpetui"». Massimo Zuin non omette nomi e cognomi: per il componente della direzione provinciale del Pd i "soliti noti" sono Valter Vanni e Renato Morandina, "colpevoli" a suo dire di uscire sempre sui giornali. Scrive Zuin : «È con una certa perplessità che si registra, a radicamento territoriale del nuovo Pd ormai concluso, il persistere di prassi e abitudine politiche che si auspicava potessero essere superate: anche in questi giorni, invece, la platea dei nostri elettori si trova di fronte a schermaglie e proposte avanzate dai soliti "perpetui" a livello provinciale, siano essi i Vanni o i Morandina di turno, a dettare linee politiche peraltro ondivaghe o ingessate, quasi che i Ds - dall’immutabile Nomenklatura - esistessero ancora e nulla, al timone, fosse cambiato. Di qui, forse, anche i "maldipancia" di taluni settori dell’ex-Margherita, avvertibili a svariati livelli, nella nostra provincia: da qui il più grave rischio per il nuovo partito». Secondo Zuin «le vecchie parole d’ordine, le stantie "fedeltà alla linea", dovrebbero essere abbandonate: al Pd, anche a Venezia, viene richiesto di liberare il nuovo, energie fresche e approcci diversi, in vista di una campagna elettorale, alle prossime provinciali, che si annuncia molto difficile e che non sarà possibile lasciare appannaggio dei soliti volti noti. In questo, un ruolo importante dovrà averlo Davide Zoggia, se riuscirà a interpretare il proprio ruolo non in maniera notarile, ma riuscendo a infondere al partito quello scossone capace di mobilitare quanti hanno nuove idee ed entusiasmo, affinché possano rappresentare in maniera credibile sul territorio i valori fondanti del nostro nuovo partito, catalizzando il consenso e rappresentando una rottura con il passato, anche a livello generazionale».

 

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Sono iscritto alla newsletter degli “urpisti”, cioè di coloro che lavorano negli Uffici Relazioni con il Pubblico in enti pubblici diversi. E’ un lavoro spesso ingrato, di front office, il biglietto da visita degli enti. In questo periodo viene molto commentato il protagonismo del Ministro Brunetta artefice di una vera e propria campagna denigratoria nei confronti dei dipendenti pubblici.

Vi allego una delle mail più commentate nel sito.
 
Capisco che molti della news si chiederanno che “c’azzecca” (Di Pietro docet) questa mail, ma credo che se non facciamo sentire un minimo di sdegno o di sana incazzatura il nostro buon (!) Brunetta finirà col convincersi che ha ragione e continuerà a triturarci ciò che non è fatto per essere triturato.
 
Che lui ami dire che è figlio di pescivendolo o fruttivendolo e sa come gira il mondo del lavoro è un discorso ma da questo, ad emanare circolari e decreti che hanno solo il senso della protervia, c’è un abisso fatto da milioni di lavoratori che in silenzio si sono alzati tutte le mattine in orario e hanno coscientemente lavorato vedendosi passare davanti, spesso, il solito raccomandatino di turno.
 
Siccome non veniamo da Marte, per favore, che qualcuno dia uno scossone al ministro.
 
Non servono a nulla le disposizioni anti fannulloni… non servono fintantoché ci saranno classi dirigenziali che se ne fottono e che mirano solo ad arrivare sempre più in alto. La meritocrazia esiste da parecchi anni ma in quale ambito è stata mai correttamente applicata? Quanti dirigenti si sono assunti le responsabilità per le quali vengono profumatamente pagati con indennità a parte? Quanti dirigenti hanno stilato le loro doverose classi di merito per far riconoscere ai vari collaboratori e impiegati una diversa retribuzione? Per il quieto vivere i nostri dirigenti, o buonissima parte di loro, hanno ignorato questo importante passaggio appiattendo tutto verso il basso.
 
Tutti uguali=Meno discussioni=Tutti più contenti.
 
Io lavoro da 30 anni e avrò al max 5 gg di malattia, ho accumulato un plus orario enorme e che non intendo sfruttare chiedendo retribuzioni o riposi compensativi, perché arrivo tra i primi e vado via tra gli ultimi, propongo lavori e servizi nuovi, ma tutto quello che mi sforzo di fare resta lettera morta nei vari cassetti dei vari dirigenti… il tutto per circa 1.300 euro al mese.
 
E credo che come me ne esistano tanti nella P.A.
 
Ora io mi chiedo: se dovesse venirmi il morbillo che mi tiene a casa 20 giorni… oltre al fastidio anche la decurtazione dello stipendio? E se io il 9° giorno rientro e infetto mezzo comune??? J
 
Io non so che effetti sortiranno tutte ste pseudo norme… di certo non spaventeranno minimamente chi ha sempre fatto il proprio dovere… ma di sicuro stanno dipingendo il settore pubblico e chi ci lavora di tinte color vergogna… la gente ti guarda e sorride come per dire “mò è arrivato chi ti legna!” Era questo quello che voleva il ministro?
 
Walter Cavanna
 

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Ieri il Corriere della sera ha dedicato una pagina intera al nostro Patriarca di Venezia Angelo Scola, che in un intervista ha posto l’accento soprattutto sul tema della famiglia. Il titolo dell’articolo riportava “Scola: politiche per la famiglia. Il governo deve fare di più”. Ci sono molti spunti interessanti sulla secolarizzazione, sulla cultura e sui giovani. Ci sono però due domande su temi particolari le cui risposte i risultano particolarmente impenetrabili e sulle quali chiedo la vostra opinione.

Và cambiata la legge sull’aborto?
“Anzitutto la legge deve essere applicata in tutta la sua ampiezza. E su certi punti deve essere ripensata; ovviamente in maniera rispettosa della natura procedurale della nostra democrazia. Per questo una società plurale veramente laica esige che ogni soggetto non solo abbia il diritto ma senta anche il dovere di esprimere sino in fondo la propria visione delle cose.”
La chiesa è considerata in particolare sintonia con il centrodestra guidato da leader divorziati. Sono difensori credibili della famiglia?
“In questo campo il nemico numero uno si chiama moralismo, cioè la pretesa di giudicare la verità di una proposta a partire dalla debolezza e dalla fragilità di chi la formula impancandosi a giudici. Noi preti lo sappiamo fin bene, perché siamo uomini fragili come tutti gli altri e siamo sempre sotto tiro. Ma avere misericordia verso la fragilità non significa creare una separazione radicale tra vizi privati e pubbliche virtù. Io non credo nella doppia morale. Non penso che la moralità personale sia incidente sull’azione sociopolitica di un leader. Da questo punto di vista, rimpiango figure di politici e statisti- che tuttavia non mancano neanche oggi nel nostro paese- che hanno sempre cercato di coniugare dimensione personale e dimensione sociale della morale. Comunque alla fine chi ha una responsabilità legislativa e di governo produce atti che hanno sempre un valore pedagogico oggettivo. Non è indifferente legiferare in un modo piuttosto che nell’altro, difendere la famiglia o non farlo.”

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Ieri, alle quindici, sono stato testimone di un fatto che mi ha lasciato alquanto turbato: ve lo racconto, in breve.

Stavo tornando a casa dal lavoro, a Venezia, e mi trovavo nel piazzale della Stazione di Santa Lucia. Vedo arrivare un motoscafo con a bordo il Vicesindaco Vianello e la sua guardia del corpo. Vianello al telefono comunica con un gondoliere che lo attende vicino al Ponte degli Scalzi: io seguo la scena e immagino che i due avessero un appuntamento. All’improvviso vedo scendere il Vicesindaco e la sua guardia: assieme al gondoliere, si mettono ad inseguire i venditori di borsette che stazionano sul Ponte degli Scalzi. Da lontano ho intravisto le sagome di queste persone, quasi tutte di colore, darsela a gambe levate, con in spalla quel che gli consente di sopravvivere (al di là di ogni considerazione sulla provenienza della merce)…

Sono rimasto molto scosso dalla scena, non tanto per quel sentimento di turbamento se non compassione (altri direbbero: buonismo o pietismo…) che può invadere le coscienze in questi casi, ma, soprattutto, per un’immediata, folgorante constatazione riguardo il clima politico nazionale che sta contagiando anche la sinistra, specie nelle nostre province venete.

Ve la ripropongo, provocatoriamente: possibile che un vicesindaco di una città come Venezia, scimmiottando la Lega e i Gentilini di turno, non abbia di meglio da fare che rincorrere dei venditori abusivi?

Forse "rende di più" mediaticamente rincorrere un abusivo che far bene il proprio ruolo di amministratori? E se la gente vuole l’amministratore-sceriffo, bisogna per forza darglielo senza stare a sottilizzare?

Mah: Di Pietro ad esempio si è messo - e non da oggi - a fare il moralizzatore, e sta raccogliendo, con questa strategia politica, molti scontenti del PD, oltreché i grillini, i "travagliani", ecc.

Ripeto, non voglio passare per buonista, questa mia annotazione vuole essere

politica: sono dell’avviso che le leggi debbano essere rispettate da tutti, ma se rincorriamo (non solo metaforicamente: Vianello docet…) gli umori della gente, che differenza mai può sussitere, ancora, tra destra e sinistra?

Forse il tema è proprio questo.

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La scorsa settimana mi è successo una cosa che per fortuna non ha avuto esiti peggiori.
A settembre, assieme alla mia famiglia, ci siamo recati presso il rifugio mamma rosa per adottare una gattina. In effetti più che scegliere siamo stati scelti, nel senso che c’era in una gabbietta una piccolissima gattina di nemmeno un mese che era stata messa in isolamento perché aveva una bruttissima bronchite e senza il latte della mamma era a rischio. Appena presa in braccio, giusto per vederla, la piccoletta non ha voluto saperne di rientrare nel suo rifugio.

Ecco allora che l’abbiamo portata a casa, guarita da una serie di magagne, ed è diventata una di famiglia.
I primi di luglio, come ogni anno, ci siamo trasferiti a Jesolo dove miei suoceri possiedono da 30 anni un piccolo appartamento all’ultimo piano (quinto) in un grande condominio.
La mia paura, fin dall’inizio, è stata rivolta a Luna (così mia figlia ha chiamato la gattina) e sulla sua capacità di adattamento, visto che a casa abbiamo un piccolo giardino. Passati i primi giorni di spaesamento, la gattina si è abituata, anzi andava a trovare il gatto dei vicini e viceversa. Vi devo confessare però che quando la vedevo camminare sul bordo del terrazzo mi giravo dall’altra parte.
E’ successo che mercoledì 9 alla sera mia moglie e mia figlia non la trovavano  più e, dopo averla cercata invano, sono andate a dormire sperando che la gatta fosse rimasta in giro per terrazze (pur avendo qualche brutto presentimento).
La mattina dopo, non vedendola ancora, le ricerche si sono allargate fino a fare la scoperta di trovarla rannicchiata sotto un terrazzino al primo piano: aveva fatto un volo incredibile..

Subito soccorsa è stata portata al veterinario locale che le ha diagnosticato la frattura di entrambi gli arti anteriori. Solo il suo peso leggero la ha salvata da morte certa, ci ha detto il veterinario, aggiungendo che era già il terzo caso simile della settimana, sfatando così il luogo comune che i gatti non cadono mai.
Successivamente l’abbiamo portata a Marghera dal bravissimo Dr. Domenco Ruzzier, di cui vi lascio anche i recapiti in caso di bisogno, (P.LE DELLA CONCORDIA 8, 30175 VENEZIA VE Tel: 041 930974  ) e che collabora con grande generosità anche con il rifugio Mamma Rosa, il quale ha provveduto a steccarla. Ne avrà per un mese intanto…

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Ho letto più volte il primo commento di Tommaso nel post precedente. Sicuramente contiene delle considerazioni molto stimolanti per chi fa politica, o meglio,  per chi cerca di impegnarsi per la propria città.

Il tema centrale, mi pare, riguarda i giovani e i luoghi di socialità. E’ sotto gli occhi di tutti che il nostro territorio ne offre ben pochi, soprattutto non ne possiede di storici come, ad esempio, la citata piazza di Mirano… Del resto, come ricordava recentemente qualcuno, la nostra cittadina non ha: ospedale, scuole superiori, Pretura, non c’è una vera piazza, non esiste un palazzetto dello sport, ecc. Nei decenni trascorsi pare sia diventato Dolo una sorta di "centro mandamentale" della Riviera del Brenta. Mira ha assunto sempre più i connotati di un agglomerato di sette frazioni divise, ed un centro istituzionale (Mira) che non viene riconosciuto come centro fisico del Comune.

Sui dettagli dell’analisi di Tommaso, poi, magari si può non essere d’accordo: ad esempio io ritengo che lo spazio davanti alla biblioteca di Mira non sia affatto un luogo inutile a questi scopi (socializzazione, ma non solo): penso, inoltre, che i servizi che offriamo con le due biblioteche di Mira e di Oriago siano difficilmente paragonabili a quelle di altre realtà regionali. Le medesime biblioteche rivestono, infine, una grande funzione sociale, non solamente di studio, sia per i residenti sia per gli immigrati, di cui si fa un gran parlare ma a cui servono servizi in funzione di una reale integrazione.

Sono assolutamente d’accordo, al contrario, sul fatto che l’occasione persa per riproporre - dopo uno stop forzato - il Tam Tam a Mira rappresenti un indiscutibile elemento di impoverimento per un territorio già alquanto povero di spazi: per questo, tra l’altro, avevo visto con gran interesse la possibilità che, nel luogo simbolico di Forte Poerio, si proponesse una tre giorni all’insegna di "suoni e culture dal mondo", alla presenza di associazioni, operatori del settore, giovani del territorio. Ho appreso però anch’io, attraverso il blog di Srazz, che persino questa opportunità di settembre verrà meno. Forse sarebbe il caso che gli amministratori tutti  - chi si occupa di cultura, di sociale, di politiche giovanili- si sedessero quanto prima attorno ad un tavolo e decidessero in che termini si possa recuperare almeno lo spirito della manifestazione Tam Tam…

Siccome però credo sia necessario guardare avanti, in ottica partecipativa credo sarebbe utile coinvolgere fin d’ora - non so in che modo e forme - anche i giovani miresi alla redazione del nuovo Piano Urbanistico, tema cruciale in agenda per l’amministrazione comunale. E’ una grande occasione: il vecchio piano regolatore è quello che ci ha consegnato la città come la vediamo adesso, con tutti i suoi limiti e le contraddizioni, spesso evidenziati, talvolta anche con mancanza di senso storico e profondità d’analisi politica.

Abbiamo il dovere, insomma, di pensare e di sognare una città più bella (questa la mia "idea", la piattaforma per questo quinquennio amministrativo, che potete ancora leggere sulle pagine di questo sito): e chi meglio dei giovani può portare il proprio contributo rivolto al futuro?

Tralascio, in conclusione, le mie valutazioni sulle attuali politiche culturali (non miresi), perché il panorama complessivo volge al brutto e al tendenza è al ribasso  - complice una politica finanziaria che penalizza gli investimenti in questo settore. Ma anche su questo tema a mio avviso sarebbe quanto mai opportuno costruire un progetto pluriennale con il coinvolgimento di tutti, Consulte in primis.

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Ieri sera si è tenuto il Consiglio Comunale. In apertura il Sindaco ha informato il Consiglio della decisione di revocare le deleghe al vicesindaco adducendo ragioni amministrative e il venir meno del rapporto fiduciario. Il Consigliere Patron, che assieme a Lucarda hanno in D’Anna il loro riferimento politico, ha letto un documento nel quale affermano che d’ora in avanti voteranno positivamente per tutti i provvedimenti che hanno visto partecipe l’ex vicesindaco, sul resto decideranno. In questi giorni è stato avviato un chiarimento politico per uscire da questo stato di “crisi”: non mi pare però che giungano segnali positivi, mentre lunedì 14 è convocato il coordinamento comunale del PD presso il Centro Anziani di Oriago che certamente dovrà affrontare il caso.
Venerdì finalmente di eleggerà anche il coordinatore comunale del PD di Venezia. Sono particolarmente contento che si sia trovato un “mezzo” accordo sulla figura di Alessandro Maggioni, uomo di grande esperienze e di capacità di mediazione. Oltre a lui si sono candidati Stinà e Venturini. Spero comunque che su Maggioni possano convergere molti consensi. In un momento di grande confusione e di frammentazione c’è la necessità di mostrare unità di intenti sui temi che interessano i cittadini. Abbiamo il dovere di mettere in campo tutti gli uomini migliori per vincere la sfida al cambiamento.
Su questo tema poi vi segnalo ciò che i giornali hanno già ampiamente riportato, e cioè come tre uomini, un ex sindaco e due ex assessori, collaborino ora con il centro destra: Paolo Costa nominato da Berlusconi presidente dell’Autorità portuale, gli ex assessori di Costa Corsini e Peres, uno nominato Assessore da Alemanno a Roma, e l’altro nominato collaboratore del Ministro Bondi.
Cosa pensare?

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Il mio caro amico Marino Oniga, di cui vi ho già parlato e che gestisce un ottimo ristorante a Venezia, sabato inaugura in campo San Barnaba una gelateria affiliata al noto marchio Grom.
Dal sito Grom si legge
“Grom è gelateria di altissima qualità.
L’idea è quella di applicare alla produzione del gelato artigianale un principio comune a tutti i migliori ristoranti del mondo: l’acquisto di materie prime di qualità assoluta.
Ed è con questo fine che alla fine del 2002 Guido Martinetti e Federico Grom si lanciano alla ricerca, dalle Langhe fino alla Sicilia, del meglio che l’Italia agricola – e non solo – può offrire.
I principi sono rigorosi: solo frutta fresca e di stagione, provenienti dai migliori consorzi in Italia, nessun utilizzo di coloranti o additivi non naturali, acqua di montagna di Lurisia come base per i sorbetti e latte fresco intero di alta qualità per le creme, uova biologiche e selezioni dei migliori cacao e caffè dal centro America.”
Domani ci sarà la vernice per la stampa presente Federico Grom.
Se passate in zona assaggi per tutti…

 

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