ven 25 lug 2008
Contro i “perpetui”
di Massimo Zuin in Senza categoria
Non ci sono commenti
Il Gazzettino, venerdì 25 luglio 2008
«Basta con i soliti "perpetui" Vanni e Morandina, al Pd servono energie fresche»
(al.va.) Il Partito democratico ha bisogno di «energie fresche» e non dei «soliti "perpetui"». Massimo Zuin non omette nomi e cognomi: per il componente della direzione provinciale del Pd i "soliti noti" sono Valter Vanni e Renato Morandina, "colpevoli" a suo dire di uscire sempre sui giornali. Scrive Zuin : «È con una certa perplessità che si registra, a radicamento territoriale del nuovo Pd ormai concluso, il persistere di prassi e abitudine politiche che si auspicava potessero essere superate: anche in questi giorni, invece, la platea dei nostri elettori si trova di fronte a schermaglie e proposte avanzate dai soliti "perpetui" a livello provinciale, siano essi i Vanni o i Morandina di turno, a dettare linee politiche peraltro ondivaghe o ingessate, quasi che i Ds - dall’immutabile Nomenklatura - esistessero ancora e nulla, al timone, fosse cambiato. Di qui, forse, anche i "maldipancia" di taluni settori dell’ex-Margherita, avvertibili a svariati livelli, nella nostra provincia: da qui il più grave rischio per il nuovo partito». Secondo Zuin «le vecchie parole d’ordine, le stantie "fedeltà alla linea", dovrebbero essere abbandonate: al Pd, anche a Venezia, viene richiesto di liberare il nuovo, energie fresche e approcci diversi, in vista di una campagna elettorale, alle prossime provinciali, che si annuncia molto difficile e che non sarà possibile lasciare appannaggio dei soliti volti noti. In questo, un ruolo importante dovrà averlo Davide Zoggia, se riuscirà a interpretare il proprio ruolo non in maniera notarile, ma riuscendo a infondere al partito quello scossone capace di mobilitare quanti hanno nuove idee ed entusiasmo, affinché possano rappresentare in maniera credibile sul territorio i valori fondanti del nostro nuovo partito, catalizzando il consenso e rappresentando una rottura con il passato, anche a livello generazionale».





