Per chi ha rivestito per
un quinquennio l’incarico di assessore alla cultura,
l’approssimarsi delle elezioni comunali, a fine maggio, offre
l’opportunità di tracciare un – pur sintetico - bilancio del
percorso sin qui fatto e, nel contempo, suggerire qualche idea in
vista di un programma che, per il prossimo mandato amministrativo,
solamente la coalizione di centro-sinistra nel suo complesso potrà,
in altra sede, più compiutamente elaborare.
Da parte mia, posso solo
assicurare che questi intensi anni trascorsi nell’incarico non
hanno attenuato in me quella convinzione, voglia di fare e spirito di
servizio che mi hanno sinora accompagnato in questo non semplice, ma
non privo di soddisfazioni, cammino di crescita e costruzione.
Quanto al merito del mio
operare, a valutare la situazione attuale nel campo dell’offerta
culturale ci penserà autonomamente ciascun cittadino; di
seguito desidererei piuttosto ricapitolare solamente i principali
risultati conseguiti, visto che non potranno non costituire il punto
di partenza su cui elaborare le politiche culturali per il prossimo
quinquennio: in quest’ottica è con soddisfazione che vorrei
ricordare come la politica culturale del Comune di Mira –che ha
senza dubbio ampi margini di sviluppo e miglioramento- sia stata
premiata, come forse saprete, a livello regionale con il
riconoscimento di “Città Veneta della Cultura” per l’anno
2004.
L’offerta
culturale a Mira, oggi:
Senza pretese di
completezza, e tralasciando –giocoforza- le tante attività
folkloristiche più che mai vive nelle singole frazioni grazie
all’operare di associazioni, comitati e parrocchie che
contribuiscono alla vivacità –anche intellettuale- del
territorio, queste sono le principali realtà e iniziative
culturali già esistenti a Mira cui continuare ad assicurare
collaborazione e sostegno:
-Mira al Cuore: teatro contemporaneo e di tradizione;
-Teatro Scuola: teatro ragazzi per scuole materne, elementari
e medie;
-Famiglie a teatro: teatro pomeridiano domenicale per ragazzi
e famiglie;
-Veneto d'Attore: teatro con autori ed artisti veneti.
Così
come sono da menzionare i non saltuari progetti di Laboratori di
Formazione Teatrale, rivolti anche specificamente agli insegnanti.
-
LetterAria (giunta alle soglie del decennale), performances a metà
tra reading, spettacolo ed happening,
incontri/collaborazione tra scrittori e musicisti, ospitata nel
teatro mirese, e progettata dalla seconda grande agenzia di cultura
presente sul territorio, ovvero la struttura bibliotecaria, che, tra
l’altro, può vantare due biblioteche - a Mira ed ora Oriago
(ex Cinema Italia) - in locali completamente rinnovati, con facilities informatiche e multimediali.
Il ciclo Parole
e Musica (ex Bibliorock, alla quarta edizione
-2006-), incontri con autori letterari e showcase musicali, a metà tra intervista, esibizione e conferenza,
ospitati sia dalle biblioteche sia dall’auditorium di Villa
Widmann –importante struttura di cultura, quest’ultima, nel seno
del territorio comunale, punto focale d’accoglienza turistica e
porta d’accesso per programmazione culturale di qualità, in
sinergia con le altre strutture amministrative territoriali.
-
Intercettazioni (tre edizioni, al 2006), ovvero cogliere le vibrazioni del presente,
con attenzione, appunto, alle tematiche di attualità:
rassegna di incontri con l’autore per gli amanti della lettura
ospitata sempre in Villa Widmann.
-
Jam:
ormai sinonimo di musica jazz a Mira, con la collaborazione di Caligola – altro importante e rodato partner, questa volta sul
versante musicale-, giunta alla settima edizione (2006), ospitata
nel teatro di Villa dei Leoni (senza dimenticare che tocca Mira
anche Veneto Jazz Winter, con proposta di ulteriori
eventi/concerti su circuito regionale in collaborazione con l’Ass. Veneto Jazz e, infine, anche la rassegna UBI Jazz in
collaborazione con il Circolo 1554).
-
Le rassegne estive Terraferma - Estate in Riviera (a luglio, spettacoli
nelle ville e nelle piazze della Riviera del Brenta, toccando aree
all’aperto nelle diverse frazioni e altri importanti luoghi di
cultura, come p.e. villa Principe Pio, sede dal 2004 dell’Ecomuseo AD MIRA BRENTA (Attività Didattico Museali
Interattive sulla Riviera che si Affaccia sulla Brenta –vie
d’accesso al nostro territorio brentano e lagunare, tra storia e
natura da esplorare e sperimentare), e l’Ostello di Giare,
l’unico presente in Riviera, vera finestra sulla barena in un'area
lagunare ove natura e attività umana si sono da sempre
incontrate, una struttura potenzialmente in grado di ospitare flussi
di scambio -anche internazionali- a beneficio delle giovani
generazioni.
Il festival, ad
inaugurare e propiziare l’ estate, Tam Tam – Suoni e
culture dal mondo, organizzato dall’ass. SRAZZ nell’area
verde della Valmarana, giunto alla nona edizione - 2007 -, con più
di un mese di spettacoli musicali, coreutici e teatrali, conferenze,
esibizioni, intrattenimento, animazione giovanile e spazi aperti
all’associazionismo locale in un contesto all’aria aperta dotato
di mercatini e spazi di ristoro.
-
La rassegna di danza Danza Incontri organizzata da Arteven, che fa
capolino anche nel teatro di Villa dei Leoni: solo una tra le
molteplici iniziative culturali promosse sul territorio veneto che
toccano non infrequentemente il territorio mirese.
-
Riviera
Fiorita, la trentennale manifestazione curata dall’APT e
da La Brenta in Festa: per non dimenticare che è il
Naviglio – con il Burchiello, la voga, etc. - che caratterizza su un
piano prima storico e poi turistico la popolazione rivierasca agli
occhi degli altri italiani.
-
Consulte in
Festa, l’evento annuale in cui le recentemente istituite Consulte tematiche comunali presentano alla cittadinanza
l’operato delle più di 70 associazioni culturali, sportive
e di volontariato sinora aderenti all’iniziativa, mediante
dimostrazioni, esibizioni, laboratori, attività pratiche,
proponendo attività integranti in cui potersi riconoscere
come comunità attraverso il fare insieme, le rappresentazioni
di teatro musica e danza, il gioco e lo sport collettivo, in un
contesto in cui è protagonista la condivisione di interessi /
saperi / usi / costumi / tradizioni.
Come vedo il
mondo, visioni di architettura e design: ovvero invitare a Mira alcuni dei più importanti architetti e designer, per raccontare ed illustrare idee, progetti, realizzazioni di opere
e oggetti contemporanei. Mentre infatti nel Veneto, grazie
all'esistenza di patrimoni unici come le ville palladiane o
meravigliose città d'arte, siamo da sempre impegnati ad aver
rispetto per l'architettura storica, a salvaguardare edifici, a
proteggere centri storici, al contrario, di fronte all'operato
dell'uomo contemporaneo - spesso, bisogna ammetterlo, irriguardoso di
paesaggi luoghi ambiente - il nostro sguardo fugge veloce ed evita di
soffermarvisi. Eppure molte di queste realizzazioni, siano edifici o
oggetti d'uso quotidiano, per un occhio educato alla visione
risultano altrettanto stupefacenti, ardite e belle (si pensi al MART progettato da Botta o, in tutt’altro campo il tostapane disegnato
da Trazzi per ViceVersa): da qui appunto l’idea di convocare
personalità del calibro, appunto, di Mario Botta, Luca
Trazzi, Mario Bellini – che, paradossalmente, talora ottengono
maggior considerazione e riconoscimenti fuori d'Italia - qui a Mira,
per meglio capire cosa dobbiamo aspettarci per il nostro futuro, in
un itinerario di scoperta destinato a proseguire.
-
Le svariate
iniziative che si raccolgono attorno alle ville del territorio: non
solo itinerari di visita, ma anche riscoperta di storia e cultura,
con un’offerta -musica, canto, spettacoli- valorizzata dal
contesto di pregio (penso p.e. alle attività dell’ Ass.
cult. "Nelle Ville del Brenta", e soprattutto alla
rassegna Note in Villa, a Villa Widmann, villa
Allegri, la Barchessa di Valmarana, con paralleli percorsi
eno-gastronomici, secondo una modalità più ampia
d’intendere al giorno d’oggi una fruizione culturale a tutto
tondo). Non è da dimenticare che molte di queste ville sono
in mani private (lo è p.e. una delle ville venete più
famose in tutta Italia, la palladiana La Malcontenta), ed è
proprio, più ampiamente, sulla capacità di
collaborazione tra pubblico e privato per una proposta culturale di
qualità (p.e. attraverso una presenza unitaria al Salone
dei Beni e delle attività culturali di Venezia,
attraverso la predisposizione di itinerari con fil rouge e
tematismi al di là dei confini delle singole amministrazioni,
etc.) che si misurerà la capacità del territorio di
attrarre flussi turistici di pregio.
-
I vari progetti (si
pensi all’ Alzanante, quaderno di informazione su
questioni sociali e culturali) stimolati dagli operatori di Pagine
Aperte, dal Centro Arcipelago, dagli operatori di strada
e dai ragazzi raccolti attorno al gruppo MIRAgGIO,
per una crescita culturale delle giovani generazioni: p.e i
laboratori di fumetto, cinema e grafica web; insomma, i frutti del
progetto “DedaloBar” e di quanto ora ruota attorno
al Centro Dedalo di Via Toti, ove, nei locali
dell’ex-Pacinotti, è stata recentemente inaugurata la Casa
dell’Associazionismo.
In campo musicale,
non c’è bisogno di menzionare l’ attività del
“Gruppo Bandistico Città di Mira”, operativo dal 1970;
una recente addizione è invece costituita dalla scuola di
jazz Thelonious Monk, destinata ad ampliare l’offerta di
iniziative musicali (da concerti ad attività didattiche per
scuole e cittadinanza, da corsi di tecnica strumentale a laboratori
di musica d'insieme e stages di perfezionamento) su un
territorio che vede proliferare molti cori tradizionali (con le
relative rassegne corali, non solo in periodo natalizio –p.e.
quelle curate dagli Amici della Musica Riviera del Brenta) ed
alcune associazioni di musica colta (è superfluo ribadire
l’importanza del binomio musica classica/ville venete, secondo un
modello d’intrattenimento di qualità di ascendenza storica,
si pensi alle ville e alla villeggiatura dei patrizi veneziani;
inoltre va ricordato che il Concorso Internazionale Voci Nuove
della Lirica “Giovan Battista Velluti” ha trovato ospitalità
proprio presso il teatro di Villa dei Leoni).
-
Nel settore, infine,
dell’elaborazione culturale e della trasmissione del sapere, sono
da menzionare innanzitutto gli spazi – alcuni dei quali
recentemente inaugurati- atti ad ospitare conferenze e convegni
(come l’auditorium di Villa Widmann e il teatro di Villa Leoni,
che hanno sovente ospitato in questi anni iniziative di respiro
nazionale; e non si dimentichi quell’ulteriore struttura di
promozione culturale, dalle grandi ed in parte ancora non colte
potenzialità verso il territorio mirese- costituita dall’Università di Ca’ Foscari in Villa Mocenigo, ad Oriago,
con il CISET e quel master in economia e gestione del turismo di rinomanza nazionale): penso in particolare alla sala
polifunzionale della recentemente inaugurata Biblioteca di Oriago
(ex Cinema Italia), che ben si presterebbe ad accogliere cicli di
conferenze di qualità, ad opera di brillanti protagonisti
della cultura, in primis di area veneta, o, appunto,
professori universitari.
-
Meritano una
menzione anche iniziative editoriali da sostenere e promuovere quali
i molti volumi di storia locale e la rivista Rive - Uomini, arte, natura: quaderno di storia e tradizioni del
territorio, apprezzata e sostenuta dall’amministrazione
comunale.
-
Last but not
least, nel campo della didattica scientifica è stato
recentissimamente inaugurato, sempre nell’area di via Toti a Mira
Taglio ormai ulteriore polo culturale mirese a tutti gli effetti, un Planetario, gestito dall’Ass. Amici
dell'Astronomia in Riviera.
Meglio fermarsi qui, per
non tediare con un lungo elenco di iniziative, anche di minor
respiro, che accompagnano e scandiscono la vita culturale rivierasca,
ma l’elenco sarebbe ancora lungo:
-
Le rassegne di
burattini per bambini (cfr. Arlecchino in Brenta a
cura di Mandragola giunta alla sesta edizione -2006-), ospitate
dalle biblioteche locali; parallelamente – e per un pubblico non
esclusivamente di soli bambini- si sono spesso affacciati sul
territorio artisti di strada, saltimbanchi, mimi, giocolieri e
menestrelli itineranti.
-
Le Mostre d’arte
ospitate nell’oratorio gentilizio di Villa dei Leoni e adiacenze
– location quanto mai adatta e suggestiva per piccole
esposizioni-, per lo più curate da Forma&Colore,
come la rodata rassegna Arte in Villa.
-
La tradizionale Rassegna teatrale invernale organizzata
dall’Associazione La Malcontenta che attraverso una
selezione delle migliori compagnie amatoriali venete fa registrare
ogni domenica il tutto esaurito nel teatro della parrocchia di
Sant’Ilario.
-
Le molteplici
attività culturali del Gruppo Volontariato Anziani di
Oriago, tra cui ricorderei almeno: la mostra dei ricordi, il concorso poetico Venessiani de acqua dolse, il
concorso di poesia Piccoli poeti della Riviera del Brenta –per
non menzionare i numerosi corsi sui temi più svariati (va segnalato, infine, che nella sede del centro anziani
–importante punto di ritrovo e spazio aperto alla cittadinanza- ha
trovato casa il tribunale del malato).
-
Ed ancora i corsi,
gli incontri e le rassegne promossi dall’ Università
Popolare “F.Petrarca” di Borbiago (uno tra tanti: la
collaborazione con il CINIT --che cura anche la rassegna Rivié al Tam Tam- con un cineforum ospitato nei
nuovi locali del Centro civico borbiaghese); così come quelli
organizzati dal CAI e dal Centro Studi Riviera Brenta (tra
cui è da menzionare almeno il Progetto Scuole Riviera
del Brenta, giunto alla terza edizione), o dagli Amici di
Marano, etc.
-
E, ovviamente, come
si diceva, le consuete manifestazioni folkloristiche: sagre, feste
dei santi patroni, iniziative di Carnevale, la rassegna canora per i
più giovani del Baiocco d’Oro di Malcontenta, i
mercatini natalizi; molte di queste aperte all’enogastronomia di
qualità e ad altre forme di cultura materiale “slow”, altre dai contenuti culturali più canonici: penso p.e.
alle tante compagnie di teatro amatoriale che vi si esibiscono,
oppure p.e. alla rassegna fotografica ospitata all’interno di Oriago in Fiore, la trentennale fiera dei fiori oriaghese.
Con la consapevolezza che, se non adeguatamente promossa e
supportata, anche la cultura popolare è a minaccia di
estinzione: si pensi p.e. alla Sagra di Santa Giustina ad
Oriago (di contro, gode di ottima salute la Madonna Mora di
Borbiago sostenuta dall’associazionismo locale…)
Cosa resta da fare,
partendo dalle promesse e progetti del passato:
Ovviamente non tutto è
oro quel che luccica, e molto resta ancora da fare: sono da
sviluppare, innanzitutto, le partnership con i privati, dalle
associazioni di categoria alle fondazioni bancarie, dalle multi-utilities locali alle cooperative del settore
socio-culturale.
Del resto, le
sollecitazioni e i suggerimenti da parte delle più svariate
categorie sociali e gruppi certo non mancano, ed è un dovere
di un assessore tentare di dialogare con tutti e tenere buon conto di
osservazioni e critiche ricevute: d’altro canto, basta dare
un’occhiata, in periodo elettorale, ai programmi culturali di
ciascun partito o lista civica, per notare desiderata annosi e
promesse ambiziose, talvolta difficili da mantenere.
Per conto mio, sono
conscio che gli spazi e le strutture atti ad ospitare attività
ed eventi culturali sono ben lungi dal non essere perfettibili (di
qui le proposte, che continuano ad affacciarsi: p.e. di un Palatenda, di sale prova strutturate per l’attività musicale delle
giovani band miresi, di nuovi alloggi per la popolazione
studentesca universitaria, da invitare a risiedere in loco,
oppure da ospitare d’estate durante stages, vacanze-studio,
scambi culturali, campi di volontariato internazionale sul modello di
quelli recentemente organizzati da Legambiente, etc.), soprattutto in
un contesto come quello mirese in cui ciascuna frazione ha una
propria peculiare attività culturale ed esigenze proprie: di
qui anche la difficoltà di concepire, come taluni vorrebbero,
un cartellone unitario di proposte - magari tematiche,
di respiro annuale o pluriennale - attraverso la collaborazione dei
molteplici attori culturali operanti su una realtà
policentrica come quella mirese.
Lasciando i sogni nel
cassetto, vorrei piuttosto qui evidenziare alcuni progetti-chiave che
attualmente sono in fase avanzata di progettazione o realizzazione e
che avranno indubbie ricadute sulla vita culturale della nostra
comunità durante il prossimo mandato amministrativo 2007-2011,
quinquennio in cui si sarà posti di fronte a nuove sfide ed
opportunità notevoli, quali, p.e., a Mira:
-
una volta conclusa
l’importante ristrutturazione di Villa Contarini “dei Leoni” (fine 2008?), definirne l’attività come centro di
iniziativa culturale, adibito alla promozione culturale del
territorio mirese e rivierasco, proponendo attività
permanenti (spazi espositivi e mostre in collaborazione con la
Biennale veneziana) ed eventi di interesse nazionale e
internazionale.
-
una volta
riqualificata, prevedere un impiego di villa Levi-Morenos, al
di là della rappresentanza e della congressualistica, anche a fini culturali, in parallelo ad altri scopi sociali ed
istituzionali
-
progettare un
utilizzo quanto più sistematico possibile di Riviera Silvio
Trentin (area Mercato Mira, nel cuore cittadino e sul waterfront del Brenta, un patrimonio da riscoprire e valorizzare), per
iniziative socio-culturali all’area aperta, con chiusura al
traffico veicolare domenicale.
-
Intervenire
sull’area lungo Brenta del Parco della Valmarana (area Tam Tam,
uno dei polmoni verdi di Mira) –ora facilmente raggiungibile anche
mediante passerella- attrezzandola adeguatamente per manifestazioni
e attività culturali, sociali e sportive all’aria aperta,
nel contempo salvaguardandone il valore ambientale e paesaggistico.
Oppure, a Oriago:
-
una volta completata
la riqualificazione dell’area di Piazza Mercato (“ex Speranza”,
come da Progetto n° 2 Naviglio Brenta), definirne un uso non
saltuario per eventi e manifestazioni culturali all’aria aperta.
-
una volta conclusi i
lavori di adeguamento dell’area del finalmente acquisito Forte
Poerio, promuovere, di concerto col GAFP, una
programmazione di iniziative popolari a vocazione giovanile nel
campo delle performing arts - teatro, musica, danza, etc. sul
modello di quanto già sperimentato nelle estati tra
2001/2002 - che possa contare su strutture adeguate (teatro
all’aperto; palco stabile attrezzato, e così via).
Che altro? Beh, per non
dimenticare i progetti del passato nel sognare la Mira del futuro –un
futuro che andrà ripensato anche nel campo della gestione
culturale – penso che in primo luogo saranno da riprendere e
rilanciare alcuni punti già presenti nel programma presentato
dalla nostra coalizione per il quinquennio 2002-07 e non ancora
compiutamente attuati, ovvero:
-
Puntare ad un
maggior coinvolgimento delle consulte nell’attività day
by day comunale in campo socio-culturale e sportivo, con
promozione pubblica della loro attività, anche al di là
dell’annuale Consulte in Festa in quanto “prima ed
essenziale forma per garantire la partecipazione dei cittadini”.
-
Mantenere la
priorità all’incremento della partecipazione comunitaria
all’interno delle varie frazioni, non solo strutturando
adeguatamente la Casa dell’Associazionismo di via Toti ma
anche proponendo un programma articolato di momenti di incontro e
attività su territorio, nei centri civici e nei centri
sociali (alcuni dei quali, si pensi a quelli di Oriago e Borbiago
inaugurati durante il precedente mandato ed affidati in gestione
all’associazionismo locale)
-
In ambito di
programmazione ed offerta culturale, agire focalizzandosi in misura
sempre maggiore sul più ampio contesto dell’area
metropolitana della Riviera del Brenta, con un coordinamento ed
integrazione di proposte e servizi.
-
Nell’ambito della
pubblica istruzione, dar vita al previsto coordinamento con le
realtà scolastiche della secondaria superiore verso cui
convergono i giovani del territorio mirese (poli di Mestre e Dolo; Mirano).
-
Sempre in ambito
culturale, con un occhio rivolto alle politiche giovanili, prestare
orecchio alle istanze di molti giovani che hanno avanzato richiesta
di uno spazio di ludoteca con giochi classici ed elettronici, sul
modello di consimili realtà presenti nel veneziano,
all’interno dell’attività del Centro Dedalo:
dell’annosa richiesta, sempre in tale contesto, di attrezzare una
sala prove musicali adeguata –magari dotandola di materiale che
possa essere reimpiegato per le manifestazioni musicali associative
su territorio- si è già accennato sopra.
-
Relativamente al
turismo, in collaborazione con gli enti preposti (APT, Pro Loco varie, etc.), promuovere un tavolo comune in cui valorizzare il
prodotto turistico mirese e – più ampiamente - rivierasco,
puntando in primis su arte e cultura, con iniziative e
manifestazioni a tema anche al di là della ‘storica’ Riviera Fiorita. Le associazioni p.e. hanno pensato ad una
sorta di Palio dei Sestieri [Mira (taglio e vecchia) - Oriago
– Borbiago – Malcontenta – Marano – Gambarare (con Piazza
Vecchia)], con rievocazione delle radici storiche delle singole
frazioni, la cui fattibilità è da esaminarsi. Turismo
culturale, infine, significa anche, nella nostra zona, percorsi di
archeologia industriale: primo tra tutti il progetto di recupero dei
capannoni della Marchi Industriale di Marano.
-
Nell’ottica di cui
sopra, relativamente al “Comitato Permanente delle Manifestazioni
Locali” – rimasto inattuato per difficoltà oggettive, come
punto programmatico del precedente mandato -, farvi coinvolgere anche
l’associazionismo del territorio in fase progettuale ed operativa
attraverso un “Coordinamento Permanente delle Manifestazioni
Locali”.
-
Nell’ambito delle
politiche per l’immigrazione, dare esito allo “sviluppo di
progetti finalizzati all’incontro tra culture diverse”, anche
attraverso la collaborazione della Consulta Stranieri, per
attività in campo culturale e relative all’istruzione di
base (si vedano p.e. i corsi d’italiano per stranieri già
varati dai miei colleghi).
-
Nell’ambito delle
politiche giovanili, sullo specifico versante culturale, aprirsi al
più ampio contesto veneto, italiano ed europeo dando
attuazione a quel (ancora una volta, cito) “Laboratorio
continuo fondato sul confronto di idee fra gruppi, associazioni
e movimenti giovanili”, anche mediante gemellaggi (oltre a quelli
istituzionali con Stupino e Leibnitz, segnalo che è stata
avanzata l’idea di uno scambio culturale con le varie Mire
presenti nel mondo: quella portoghese, spagnola e, soprattutto,
l’anatolica, patria di San Nicola).
Insomma, per dare
unitarietà all’azione dell’Assessorato, giocoforza spesso
polverizzata nell’aiuto, promozione e sostegno delle decine e
decine di singole realtà ed iniziative locali- più in
generale nelle mie intenzioni si dovrebbe operare secondo quattro
direttrici:
1) razionalizzare la spesa dell’amministrazione comunale per la
cultura:
Per
mantenere l’attuale qualità della proposta culturale mirese
e diversificarne sempre più l’offerta si impone una gestione
oculata e lungimirante, visto che nell’attuale contesto economico
–prevedibilmente non destinato a mutare nel prossimo quinquennio-
le risorse comunali disponibili (a causa, p.e., dei tetti di spesa
imposti a livello centrale e alla sostanziale riduzione dei
trasferimenti economici statali e regionali) saranno via via sempre
meno in grado di assumersi l’onere –da sole- di provvedere al
sostegno di tale programmazione.
-
Da qui la necessità
sempre più ineludibile di una sorta di “cabina di
regia” –o, alternativamente, l’individuazione di una
pluralità di tavoli prestabiliti e concordati- che prevedano
una partnership tra Comune ed entità pubbliche e
private, con condivisione di obiettivi, scelte, programmi e i
relativi oneri finanziari: mediante la predisposizione di strumenti
di integrazione e coordinamento della programmazione a livello
locale e provinciale (attuazione di economie di scala grazie a
circuiti, coproduzioni, etc.) e mediante lo sviluppo di nuove forme
di collaborazione tra entità locali e private il beneficio
atteso è duplice, ovverosia evitare una dispersione o
sovrapposizione di sforzi -pur nel rispetto delle reciproche mission, ambiti d’intervento ed identità- ed anche,
nel contempo, mantenere e migliorare la qualità dell’offerta
culturale a disposizione della cittadinanza.
-
In questo contesto,
non dev’essere dimenticato che esistono, p.e., enti privati (che a
tutti gli effetti gestiscono denaro “pubblico”, cioè
della cittadinanza del territorio…) quali le fondazioni
bancarie, che talvolta dispongono di bilanci pari se non più
consistenti di quanto il Comune possa di volta in volta investire
sulle attività culturali. Diventa sempre più
necessario, insomma, che anche tali fonti finanziarie operino
secondo criteri di destinazione condivisi con gli altri soggetti
pubblici, a tutti i livelli (comunale -ma anche provinciale e
regionale, etc.), sapendo evitare logiche autoreferenziali.
-
Non solo: è
opportuno che siano messe in circolo maggiori risorse da parte del settore privato, sia ad opera di soggetti collettivi
(ad esempio la Camera di Commercio può certo avere un ruolo
nel promuovere cultura, in termini di investimenti utili a stimolare
il dinamismo economico della comunità locale), sia di singoli
privati a livello individuale. Un lavoro di coordinamento, dunque,
anche a livello comunale, illustrando alle realtà private
esistenti sul territorio potenzialmente interessate ad un –anche
limitato- mecenatismo gli strumenti di defiscalizzazione degli
investimenti privati in cultura attualmente in vigore, pur con tutte
le loro limitazioni. Certamente è necessario costruire
insieme al partner privato, condividendo idee e progetti, perché
già la situazione attuale dimostra come non siano più
né giuste né produttive richieste sistematiche di
sostegno cash rivolte a privati concernenti progettualità
già preconfezionate (le cosiddette “sponsorizzazioni”):
in tal senso, dovrà esser dato maggior peso ai ritorni
–diretti ed indiretti- degli investimenti privati, mediante una
capillare comunicazione esterna, sul versante della cittadinanza, di
obiettivi prefissi e risultati raggiunti.
-
Per conseguire tali
obiettivi si può pensare –come si è premesso- anche
a strumenti nuovi, p.e. una fondazione culturale per
conseguire gli obiettivi auspicati di coordinamento, integrazione,
condivisione, programmazione, economia di scala, reperimento di
risorse aggiuntive, con il coinvolgimento in partnership di
tutti i protagonisti, sia istituzionali – Comune di Mira e
rivieraschi, Provincia di Venezia, eventualmente anche Regione
Veneto, Camera di Commercio locale- sia del mondo delle associazioni
e cooperative socio-culturali sia rappresentativi di categorie
produttive, industriali, artigiane e del commercio operanti sul
territorio, senza dimenticare, infine, come si è detto, le
Fondazioni Bancarie, oppure si può individuare un più
snello sistema di tavoli istituzionalizzati in cui di volta in volta
interfacciarsi con le diverse realtà operanti in ambito
comunale.
2) istituire collaborazioni sempre più strette con le
entità culturali esterne all’amministrazione comunale che
abbiano impatto sul territorio:
Si
tratta, insomma, di mantenere l’apertura al fecondo mondo culturale
circostante, tra l’internazionale Venezia e la dotta Padova,
proseguendo e sviluppando le iniziative già esistenti, in
sinergia con regione, provincia, comune di Venezia e comuni
rivieraschi. Oltre alla partecipazione ai circuiti culturali
sopramenzionati, si potrebbe pensare p.e. a:
-
Collaborazioni con
la Società di cultura La Biennale, nei campi
dell’arte, architettura, teatro, cinema. Per il teatro, com’è
noto già la proposta estiva 2006 ha visto approdare a Mira spettacoli della Biennale di Scaparro; per la Mostra del Cinema si potrebbe pensare al circuito di Esterno Notte p.e. anche a
Malcontenta, realtà in cui convivono le due amministrazioni
comunali mirese e veneziana, in coordinamento con la Municipalità
di Marghera.
-
Contatti con
l’Accademia delle Belle Arti di Venezia per un cartello
strutturato di esposizioni e personali da parte di giovani artisti e
studenti all’oratorio di Villa dei Leoni o altri spazi-vetrina.
-
Per quanto riguarda
la cosiddetta musica colta, attraverso le associazioni operanti sul
territorio, prevedere il coinvolgimento dei Conservatori attivi
nella nostra zona o con la Fondazione musicale Santa Cecilia di
Portogruaro che già organizza con successo Masterclass durante il periodo estivo.
3) facilitare il contatto, l’interscambio e le comunicazioni tra
assessorato e cittadini, singoli o organizzati:
- attraverso la realizzazione di un booklet con la
presentazione dell’Associazionismo culturale su territorio (e non
un semplice elenco), comprensivo di istruzioni su come fondare e
gestire un’associazione culturale (una sorta di how-to), con
possibilità di pubblicazione anche su web, in una pagina
gestita dalle singole realtà iscritte alle Consulte;
- prevedendo una linea diretta con l’assessore alla cultura
(mediante un forum ad hoc), anche al di là del canale
generale dell’URP;
- fornendo la possibilità di iscriversi ad una newsletter per essere avvisati degli eventi culturali proposti sul territorio
mirese;
- approntando uno spazio di espressione diretta del pensiero
dell’Assessore relativamente alla propria attività
istituzionale (un blog istituzionale, sullo stampo, p.e., di
quelli dei ministri Di Pietro e Gentiloni).
-
Attuando un restyling del periodico trimestrale di informazione alla
cittadinanza “Mira” (anche nella sua versione “Mira light”)
ampliandone gli autori, ripensandone la strutturazione dei contenuti
e ridefinendone la periodicità.
-
Sperimentando spazi
pubblici di connettività internet gratuita, p.e. un’area
wi-fi nell’area del parco di Villa dei Leoni o altri parchi
pubblici
4) fornire alla cittadinanza strumenti, spazi e momenti per
crescere culturalmente, sia come privati cittadini sia come gruppi e
realtà associative:
In
questo senso, oltre al ventaglio, sopra sinteticamente tratteggiato,
di strutture ed eventi presenti –in forma più o meno
stabile- nel territorio mirese, lo spazio è aperto per
proposte di ambito diverso o più circoscritto, suggerite dalla
cittadinanza e attualmente al vaglio, di cui è possibile
fornire solo una rapida carrellata:
-
Rilanciare l’offerta
di cinema all’aperto, visto che Mira è priva di sale
cinematografiche: non con una riproposizione degli svisti di
stagione, ma attraverso percorsi tematici ad hoc, sul modello
delle esperienze di cineforum più volte intraprese nei
centri sociali e giovanili.
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Promuovere, di
concerto con le istituzioni scolastiche e le biblioteche, iniziative
locali di diffusione del libro e della lettura: mediante gruppi
di lettura, biblioteche itineranti nelle singole
frazioni, “maratone” di lettura ad alta voce (secondo un
modello, quello dei reading/declamazioni, di indubbio
impatto), o attraverso iniziative quali una sorta di fiera del
libro a cadenza fissa sui Lungoriviera sul modello dei bouquinistes parigini (come si sa, esiste *una* sola libreria
specializzata in tutto il comune di Mira…), ove dar spazio alle
nicchie d’interesse più svariate, dai fumetti
all’antiquariato, in un contesto di passeggio e flânerie
allietata da musica.
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Patrocinare concorsi
letterari o di poesia, sovente caldeggiati dall’associazionismo
locale: p.e. la proposta di un palindromico «“Era Mira”:
Rimare!» / «Aedi a rima, mira idea!»
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Proporre anche a Mira il fortunato modello delle Notti Bianche di recente
sperimentato anche a Mestre, Padova, etc.: una giornata di inizio
estate, attorno al solstizio, con una serie di iniziative e performances notturne continuate, in concomitanza con la
piena apertura dei negozi, nei centri storici delle frazioni
pienamente illuminati.
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Organizzare un
evento di richiamo, p.e. un festival tematico, di tre/quattro
giorni, in collaborazione con gli altri comuni rivieraschi, sul
modello dei tanti che proliferano nelle province italiane (dai più
famosi, come il Festival della Filosofia di Modena, quello della
Letteratura di Mantova -ma anche quelli della storia,
dell’archeologia, della Mente, della Matematica, dell’Economia,
e chi più ne ha più ne metta- a quelli sul modello di Pordenonelegge, in cui il fil rouge non sia assicurato
da un’unica disciplina o settore culturale), in cui venga
valorizzato il patrimonio identitario locale.
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