Massimo Zuin - la rassegna stampa
E il cinema si riempì di libri
la cultura trova casa a Oriago
Il restauro è costato due milioni di euro. Vetro ferro e resina danno luce agli spazi.
L'apertura il 3 febbraio

Interno della Biblioteca di oriago: vista dal primo pianoORIAGO- Un luogo di spazi armonici e di luce, con l'antico che dialoga con il moderno. il 3 febbraio alle 15, con la presentazione tra l'altro del libro I nuovi sentimenti degli scrittori veneti, verrà inaugurata la nuova biblioteca comunale di Oriago all'ex teatro-cinema Italia, in via Nazionale 171-172. il palazzo, degli anni '20, è stato acquistato sei anni fa dal Comune di Mira per 1 milione 800 mila euro, il restauro (due milioni di euro) è durato tre anni. La biblioteca di Oriago si affaccia al 2007 con alle spalle una storia di più di 30 anni. Negli anni '70 fu un centro culturale all'avanguardia, assessore alla Cultura era Gualtiero Bertelli. Erano gli anni del primo teatro di ricerca - alla Biennale di Luca Ronconi arrivava Jerzy Grotowski con il suo Apocalypsis del 1968 - della rilettura della tradizione musicale popolare con il Canzoniere Veneto. Era al Leopardo Nero, in quegli anni, la biblioteca, oggi è una sala da ballo. Poi per 10 anni traslocò all'ex magazzino Mazzuccato. Cinque anni fa l'attuale assessore alla Cultura Massimo Zuin, in carica dal dicembre 2000, aprì le danze con la nuova sede della biblioteca di Mira, su un unico piano nell'area dell'ex Mira Lanza. Oriago chiude il cerchio di una politica culturale rara in Italia e unica nel Veneto, con il teatro di Villa dei Leoni riferimento da più di 12 anni della nuova scena, ieri con Moby Dick, oggi con La Piccionaia-I Carrara di Vicenza.
L'auditorium della nuova Biblioteca di OriagoÈ un luogo di luce, la nuova biblioteca di Oriago. Restaurato da un team formato dagli uffici tecnici comunali (architetti Cacco e Raffaele Graziani), la Soprintendenza, lo studio veneziano dell'ing. Diego Semenzato e dell'arch. Emma Annese, l'ex cinema Italia, chiuso da una vita, oggi è un luogo moderno ma senza negare le radici nel primo Novecento. Semenzato & C. hanno riletto gli spazi, usato materiali leggeri - vetro, legno (rovere chiaro), ferro, resina - ridisegnato gli interni in modo funzionale. «il tema», dice Diego Semenzato, «l'ha dato il Comune: la biblioteca è un luogo polivalente». il percorso si snoda dal piano terra al secondo piano: libri per ragazzi, narrativa per adulti, la nuova sezione di storia locale, l'emeroteca, il bar; al primo piano la sala studio rivela un gioco architettonico semplice e geniale: il tavolo corre a U attorno alla balconata, 48 posti lettura ciascuno con la sua lampada, oltre a 12 postazioni Internet (con smart-card), mediateca, uffici. La vetrata dà sull'ingresso e l'atrio, la sala «respira». il sottotetto - le travi originali sono state restaurate, così gli stucchi - ha un auditorium da 99 posti che farebbe gola a qualsiasi scuola di danza, sala riunioni, uffici, segreteria. Dalle finestre vista sul Naviglio e i tetti di tegole della vecchia Oriago. Sorride Massimo Zuin: «La cultura, gli spazi comuni, sono elementi identificativi di un territorio, noi siamo divenuti negli anni punto di riferimento per cultura e spettacoli».
C'era anche uno storico proiettore anni '30, nel vecchio cinema Italia, un bestione di 2 quintali. il Gruppo anziani di Oriago, che ha tra le sue fila diversi cinèfili ed è attivo dal 1998, l'ha montato, assemblato - «è un cimelio della storia del cinema», non nascondono gioia e orgoglio - e lo esporrà nella nuova biblioteca, ricordo di anni gloriosi per la musa di celluloide. L'ex cinema Italia rimane nella «vocazione all'audiovisivo e alla multimedialità» della nuova biblioteca, sottolinea Zuin, dove trionfa una sezione dedicata alla musica rock con 500 cd e riviste gloriose come Il Mucchio Selvaggio (oltre a dvd e vhs).

 

 

 

L'esterno della nuova biblioteca di OriagoOspita 32 mila volumi
e ha 110 posti a sedere

ORIAGO. Strutturata su tre piani, la biblioteca di Oriago all'ex cinema Italia ha 32 mila volumi (7.000 nella sezione ragazzi), raccoglie 110 riviste (varie quelle specialistiche), molti materiali multimediali tra cui 500 cd solo di musica rock, con un'attenzione particolare quindi per i più giovani. La sala studio ha 110 posti a sedere e 12 postazioni Internet. Due gli ascensori, 13 i bagni. Vi lavorano 12 persone, tra dipendenti comunali e cooperativa Codess. il direttore è Luciano Bertolucci.

Roberto Lamantea - La Nuova Venezia 28 gennaio 2007