Massimo Zuin - la rassegna stampa
CULTURA – Il 1° marzo parlerà il designer Mario Bellini

A Mira tre star dell'architettura e del design: Bellini, Botta e TrazziTre conversazioni in marzo a villa Widmann
Bellini, Botta. Trazzi: bastano questi tre nomi per attirare l'attenzione degli appassionati di architettura e design di tutto il mondo; vederli assieme, poi, non può che fare effetto.
Eppure è ciò che accade nel programma di "Come vedo il mondo", serie di eventi organizzati dal Comune di Mira, assessorato alla Cultura; per il mese di marzo.
I tre architetti saranno infatti protagonisti degli incontri che si terranno l'1 il 13 e il 21 del mese prossimo nell'auditorium di Villa Widmann e che vedranno anche l'intervento di docenti dello Iuav di Venezia, tra cui il rettore, Marino Folin.
«Credo nel valore dell'architettura, e da tempo inseguivo l'idea dì invitare a Mira alcuni dei più importanti architetti e designer per poter raccontare e mostrare idee, progetti e realizzazioni di opere contemporanee», spiega l'assessore alla Cultura del Comune di Mira, Massimo Zuin.
Ed ecco quindi arrivare in Riviera personaggi come Mario Bellini, designer per alcune tra le più importanti aziende al mondo e presente con le sue opere al Moma di New York, o Mario Botta. che in passato ha lavorato per Le Corbusier e che ha insegnato in prestigiosi istituti, o ancora Luca Trazzi, giovane designer che è stato assistente di Aldo Rossi.
«Forse il più stuzzicante dei tre incontri sarà proprio quello con Trazzi» continua Zuin: «Un designer che ho conosciuto quando venne in Riviera come collaboratore di Rossi e che oggi vive tra l'Italia e Shangai; e proprio dai suoi racconti sulla realtà cinese potremmo capire come, in un paese che spesso associamo a tutt'altro, si spenda molto per la ricerca e per l'arte».
Una speranza di vedere questi grandi architetti all'opera anche nel territorio mirese? «Addirittura questo direi di no - commenta Zuin - però non è detto che a Mira non si possa realizzare qualcosa di bello anche in campo architettonico».

Riccardo Pavanato – Gente Veneta 27 febbraio 2006